I delfini fanno regolarmente i bulli con i cuccioli di lamantini e non sappiamo bene perché

In Belize i tursiopi attaccano regolarmente e in maniera aggressiva i cuccioli di lamantini. Non è ancora chiaro perché lo facciano e questo nuovo fenomeno sta affascinando e preoccupando allo stesso tempo gli scienziati.

24 Gennaio 2024
12:20
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Dalle calde acque tropicali del mare caraibico sta emergendo una storia a tratti inquietante e ancora avvolta nel mistero: delfini che attaccano e bullizzano regolarmente i cuccioli di lamantino. Questo insolito comportamento, documentato dai ricercatori nel corso degli ultimi 20 anni, in Belize, sta sollevando nuovi quesiti e non poche preoccupazioni sulle interazioni tra questi due iconici mammiferi marini e sul comportamento aggressivo dei cetacei.

In uno studio pubblicato recentemente su PLOS One, gli scienziati hanno provato quindi andare più affondo, documentando direttamente 10 interazioni aggressive da parte dei tursiopi (Tursiops truncatus) nei confronti dei piccoli di lamantino delle Antille (Trichechus manatus manatus). Gli attacchi sono avvenuti tra il 1999 e il 2020, con un aumento dei casi negli ultimi 5 anni, ed erano diretti sia verso cuccioli soli che accompagnati dalle loro madri.

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Attacchi documentati dallo studio. Foto da Ramos et al., 2024

Uno degli aspetti che rendono più interessante questa storia è il fatto che i delfini non si nutrono di lamantini e questo rende ancora più misterioso il loro comportamento. Secondo Eric Angel Ramos, ricercatore dell'International Foundation for Nature and Sustainability (FINS) e primo autore dello studio, è possibile che i delfini siano solo molto curiosi verso i lamantini e poiché sono spesso parecchio aggressivi anche tra simili lo fanno anche con i lamantini.

Andando però più nel dettaglio, gli scienziati hanno osservato e documentato anche diversi tentativi di separare i piccoli dalle loro madri, nonché ripetuti inseguimenti, urti, spintoni e morsi, e in tutte le interazioni sono sempre stati e delfini a cominciare. Per di più, segni di morsi compatibili con i delfini sono stati trovati anche su lamantini spiaggiati o finiti nei centri di recupero, un'ulteriore prova di come gli attacchi siano molto violenti e comuni.

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I delfini prendono di mira solo i cuccioli

In alternativa alla semplice curiosità, per gli autori è anche possibile che i tursiopi vogliano effettivamente e deliberatamente uccidere i piccoli dei lamantini. I delfini sono animali estremamente intelligenti e piuttosto territoriali e anche in altre parti de mondo vengono regolarmente registrati comportamenti aggressivi sia nei confronti dei propri simili che verso altri animali marini, come per esempio le focene.

Tuttavia, la ragione che spinge questi cetacei ad attaccare regolarmente proprio i lamantini (e solamente i cuccioli) rimane avvolta nel mistero e necessita di ulteriori studi. Una delle ipotesi avanzate dagli stessi autori potrebbe essere legata alla competizione per cibo, spazio e risorse. A causa dei cambiamenti climatici e delle attività umane, gli areali delle due specie si stanno infatti sovrapponendo sempre più, rendendo sempre più probabili incontri e conflitti.

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Riprese aeree documentate dagli scienziati. Foto da Ramos et al., 2024

Resta però da capire anche e soprattutto come questo nuovo comportamento influenzerà la conservazione e il futuro del lamantino delle Antille. Questa sottospecie è infatti già in declino ed è minacciata dalle reti da pesca, dall'impatto con le imbarcazione e dall'inquinamento delle acque, che riduce la vegetazione di cui si nutre. Comprendere quindi meglio questo fenomeno diventa perciò cruciale per la conservazione di questa popolazione già minacciata.

Le interazioni aggressive tra delfini e lamantini hanno inoltre avuto luogo nel corso di molti anni, per cui è molto probabile che siano parecchio più comuni di quanto si possa immaginare. Questo affascinante ma misterioso fenomeno potrebbe perciò avere anche un impatto significativo sulla sopravvivenza dei lamantini. Serviranno quindi ulteriori studi per aiutare i conservazionisti a sviluppare strategie migliori per proteggere entrambe le specie e l'intero ecosistema.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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