In questi giorni vi sarà forse capitato di imbattervi sui social in un video che mostra due animali dall'aspetto piuttosto insolito, quasi a metà tra un leone e un grosso cane. Il video è stato girato tra le montagne dell'Iraq e mostra – togliamoci subito il dubbio – due giovani cani Pshdar, conosciuti anche come mastini curdi, una razza molto antica e affascinante ma poco conosciuta, originaria del Kurdistan.

Questi grossi molossoidi dall'aspetto singolare hanno una storia antica quasi quanto la civiltà stessa. Si trovano in Iran, nell'Azerbaijan occidentale e in alcune zone del Kurdistan iracheno da migliaia di anni, forse da oltre 6mila. Sono stati selezionati e impiegati per millenni come cani da guardia, soprattutto per difendere il bestiame da grossi predatori, alcuni ormai estinti nell'area, come i leoni.

Il loro nome è molto probabilmente legato alla regione di Pshdar del Kurdistan iracheno, e come per molte razze e varietà di cani del Medioriente, hanno subito una selezione quasi naturale e con poche interferenze da parte dell'uomo, visto l'estremo isolamento che ha quasi azzerato l'incrocio con altri cani.

«In Asia ci sono molte razze autoctone e poche conosciute, proprio perché sono estremamente localizzate e isolate – spiega Elena Garoni, veterinaria esperta del comportamento e membro del comitato scientifico di Kodami – Questo isolamento ha portato poco afflusso di caratteri da altri cani, permettendo così l'evoluzione di razze molto particolari».

Proprio perché utilizzato per difendere il bestiame dai grandi felini i cani Pshdar sono enormi: molto più grandi e resistenti di altri mastini asiatici. I maschi possono arrivare fino ai 90 kg di peso con un altezza al garrese fino a 90 cm. Ma la caratteristica più evidente e curiosa è senza dubbio la presenza di vistose e spesse pieghe di pelle flaccida, che formano una sorta di criniera o di gorgiera intorno alla testa e sotto la gola.

Antica iscrizione mesopotamica che raffigura un mastino molto simili ai cani Pshdar
in foto: Antica iscrizione mesopotamica che raffigura un mastino molto simili ai cani Pshdar

«Quella che sembra una criniera, insieme al resto di eccesso di cute, è fondamentale per la difesa dai predatori – prosegue la Garoni – Quando un lupo o un altro predatore morde grazie alla presenza di questa cute non colpisce muscoli o organi interni ma solo la pelle, facendo così meno danni».

Questi cani sono guardiani di greggi eccezionali che però hanno un'altra caratteristica insolita che li accomuna ai predatori con cui hanno vissuto e lottato per secoli. «Rispetto ad altri mastini, o cani da pastore, quelli Pshdar hanno una lunghezza del corpo insolitamente sviluppata – spiega la Garoni – che conferisce a questa razza un aspetto e un'andatura simile a quella dei leoni».

Questi bellissimi e singolari guardiani degli armenti sono solo un esempio delle tante razze e varietà endemiche estremamente localizzate e sparse in giro per il mondo: «Si tratta di animali selezionati da secoli, a volte millenni, di un isolamento proprio del vivere in quegli ambienti tanto difficili e specifici ed è lì che devono restare. La bellezza di questi cani è adeguata al lavoro e all'ambiente in cui vivono. Sono dei potentissimi guardiani ed è giusto e importante lasciarli lì dove sono sempre stati». conclude Elena Garoni.