Zlatan Ibrahimovic è di nuovo sotto accusa per una battuta di caccia di dieci anni fa di cui emergono solo ora dei dettagli macabri. Il calciatore del Milan, sotto i riflettori recentemente per la sua partecipazione all'edizione 2021 del festival di Sanremo, è finito sulle pagine di Expressen, sito svedese molto consultato nella sua patria, in cui viene descritta la sua attività venatoria poco dopo aver ottenuto il brevetto da cacciatore.

Secondo il giornale, il calciatore nel 2011 era in Sudafrica dove aveva partecipato a un safari in cui aveva abbattuto un leone. Come se non bastasse, aveva anche voluto conservare la carcassa portandosi a casa la pelle, la mascella e l'intero cranio dell'animale per conservarlo come trofeo. Ibrahimovic era parte di un tour "legale", con tanto di licenza per partecipare alla mattanza, sebbene i leoni siano specie vulnerabile e minacciata. Ma in quel di Pretoria la caccia ai "re della foresta" è ancora possibile con animali allevati proprio per essere poi uccisi da chi pratica la caccia: vengono fatti crescere fino all'età di almeno un anno, liberati nelle riserve e messi a disposizione di mirino. Rimane vietata la pratica della "caccia in scatola": soggetti chiusi in gabbia, poi lasciati uscire in un'area recintata senza alcuna possibilità di fuga.

Altri 82 altri cacciatori svedesi che hanno vissuto la sua stessa esperienza avrebbero voluto portare i resti degli animali assassinati a casa, spiegano nel servizio video di Expressen. Nessuno è riuscito a farlo tranne Ibrahimovic, godendo di quello che il media online fa trapelare come un favoritismo. Da parte del calciatore nessun commento ma intanto la notizia gira ovunque nel mondo, con traduzioni più o meno fedeli di quanto detto nel servizio del sito svedese.