fenicotteri rosa

È uno dei pochi siti di nidificazione italiani del fenicottero rosa, e gli sforzi per tutelarlo sono altissimi. Vanificati, però, da un atto sconsiderato e barbaro: negli scorsi giorni qualcuno ha sparato fuochi d’artificio lungo il muro di recinzione della Riserva Naturale Saline di Priolo, in provincia di Siracusa, mettendo in fuga questi rari e fragili uccelli.

A darne notizia è stata la Lipu, che gestisce il sito e si occupa del monitoraggio e della conservazione: «Questo assurdo gesto ha fatto scappare tutta la colonia nidificante di fenicottero dell’area protetta. Un atto ignobile che ha prodotto un danno naturalistico non quantificabile – hanno fatto sapere i gestori dell’oasi – Gli animali, quest’anno già in difficoltà per l’elevato livello idrico del pantano a seguito delle forti piogge dello scorso autunno, non avevano comunque mancato all’appuntamento con l’area protetta priolese e, un gruppo, si era comunque insediato nel sito deponendo un buon numero di uova. Amara è stata la scoperta, all'arrivo del personale e dei volontari Lipu, nel non trovare gli uccelli sul nido, ancora più amara la scoperta del motivo dell’abbandono: una batteria di fuochi d’artificio posta proprio a ridosso dell’area protetta».

Oltre a essere un pesante e inutile spavento per la fauna selvatica, come sottolineano dalla riserva, i fuochi d'artificio sono anche molto pericolosi per l’ambiente, perché rappresentano un potenziale innesco per gli incendi, soprattutto in una regione come la Sicilia, dove i roghi sono una vera e propria piaga che ha già causato danni enormi alla fauna e alla flora locale.

La notizia della fuga della colonia pesa dunque come un macigno alla luce degli sforzi delle associazioni per proteggere questa specie, iniziative che nel corso degli anni hanno portato a una lenta ma costante crescita della popolazione sul territorio nazionale. E a registrare episodi straordinari, come l'avvistamento di un giovane fenicottero che, dopo la nascita nelle Salite, ha percorso 4.500 km in tre mesi arrivando negli Emirati Arabi Uniti. L'avvistamento risale al dicembre 2021, e gli accertamenti hanno confermato che il giovane fenicottero fa parte di un gruppo di 133 giovani esemplari inanellati nell'estate del 2021. Una volta spiccato il loro primo volo gli esemplari si sono poi dispersi tra le varie zone umide del Mediterraneo, dove proprio grazie al codice di riconoscimento sugli anelli è stato possibile riconoscerli e ricostruire i loro lunghi viaggi.

Nell’oasi siracusana sono state anche create delle isole artificiali, fondamentali per la nidificazione, e lo scorso anno sono state 493 le coppie che hanno nidificato nell’area, ritornando attorno alla media sempre mantenuta negli ultimi 4 anni. I cambiamenti climatici ed eventi straordinari (diventati ormai ordinari) come la siccità e le alluvioni hanno già influito pesantemente sulla loro proliferazione, così come il bracconaggio: l’episodio dei giorni scorsi rischia di mandare in fumo tutto quanto è stato fatto sino a oggi per proteggere una delle più famose colonie di fenicotteri rosa della penisola.