15 Maggio 2023
17:37

Fermare le crudeltà del trasporto di animali vivi: nuova petizione di Animal Equality

Nell'attesa della revisione normativa prevista per il 2023 da parte della Commissione di inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto, Animal Equality, che documenta la sofferenza di questi animali dal 2013 attraverso le sue indagini, torna con una nuova petizione.

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Ogni anno più di 1 miliardo e mezzo di animali tra cui polli, galline, agnelli, pecore, capre, maiali e bovini vengono stipati in mezzi di trasporto inadeguati e spesso fuori norma per viaggiare attraverso l’Europa e oltre per essere macellati e uccisi per la loro carne.

Il mancato rispetto delle norme sul trasporto animale è un tema di grande attualità  e le associazioni animaliste procedono senza sosta nelle loro battaglie affinché questa pratica disumana possa finire.

Nel 2020, anche grazie a loro, a seguito di una risoluzione che chiedeva regole più rigide, il Parlamento europeo ha istituito una commissione di inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto per valutare la situazione attuale in tutta Europa. Nel mese di dicembre 2021 la Commissione parlamentare ha svolto una relazione conclusiva che è stata approvata durante la sessione plenaria di gennaio 2022.

Tra le varie associazioni Animal Equality documenta la sofferenza di questi animali dal 2013 attraverso le sue indagini e adesso è tornata a far sentire la sua voce con una nuova petizione visto che la stessa commissione d'inchiesta ha riscontrato delle gravi carenze nell’applicazione delle regole esistenti in materia di trasporto di animali vivi e ha pertanto formulato delle raccomandazioni, in vista della revisione normativa prevista per il 2023.

La commissione ha chiesto l'introduzione di un limite massimo di 8 ore per la durata del trasporto di animali destinati alla macellazione e di 4 ore per gli animali a fine carriera, nonché una migliore protezione degli animali giovani e delle femmine gravide.

Gli animali non dovrebbero essere trasportati prima di aver compiuto almeno 5 settimane. E per quanto riguarda il trasporto degli animali gravidi, il limite dovrebbe essere fissato a due terzi della gravidanza mentre attualmente è al 90%.

Secondo le associazioni animaliste continuare a tenere accesso il dibattito è fondamentale per arrivare a fare davvero qualcosa, tanto che la stessa commissione d'inchiesta probabilmente non avrebbe mai visto la luce, se non fosse stato per l’incessante pressione da parte della società civile preoccupata di questo tema.

Purtroppo, però, davanti a tutto questo procedere in avanti, durante Agrifish, il Consiglio europeo agricoltura e pesca tenutosi a fine gennaio, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Romania e Spagna hanno sostenuto una nota presentata dal Portogallo che porterebbe l’intera Unione europea a fare passi indietro sul trasporto di animali vivi.

Animal Equality, Animal Law Italia, CIWF, Essere Animali e LAV hanno subito evidenziato che «la nota è stata purtroppo sostenuta anche dal Ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare italiano Francesco Lollobrigida il quale ha affermato che il trasporto di animali è una parte essenziale della catena di produzione alimentare e che l’obiettivo principale della prossima revisione del Regolamento sui trasporti dovrebbe essere quello di continuare a facilitare il commercio intracomunitario e l’esportazione di animali vivi, senza concentrarsi su misure volte a vietare o limitare alcuni tipi di trasporto».

Uno scenario inaccettabile e completamente diverso rispetto a quello che si era presentato all’Agrifish di luglio 2022, quando 13 Stati membri avevano chiesto invece un’ambiziosa revisione del regolamento UE sui trasporti.

Contro le parole di Lollobrigida, Animal Equality con l’Onorevole Susanna Cherchi (M5S) ha di recente presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere al ministro di rivedere la propria posizione a sostegno di questa pratica inaccettabile deleteria e contraria a qualsiasi norma di benessere animale.

Davanti alle condizioni di viaggio a cui vengono condannati gli animali trasportati in Europa, anche l’EFSA, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha diffuso di recente una serie di pareri scientifici con cui si dice contraria.

Inoltre, paesi come Austria, Germania, Danimarca e Lussemburgo hanno chiesto di intervenire a livello europeo con una stringente revisione normativa per disincentivare al massimo queste pratiche entro il 2023.

Nonostante questi interventi, il Governo italiano ha scelto invece per ora di sostenere la direzione opposta, una posizione davvero poco apprezzata dagli animalisti secondo cui un cambiamento strutturale è possibile e necessario, per esempio passando al commercio della sola carne. Ricordando sempre che dietro a ogni animale usato a scopo alimentare si cela lo sfruttamento estremo di esseri senzienti.

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Simona Sirianni
Giornalista
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