La Florida sta affrontando un'anomala e apparentemente inarrestabile moria di lamantini (Trichechus manatus). Nonostante gli sforzi di compiuti dagli esperti delle associazioni che tutela questi mammiferi marini le morti sono sempre più numerose, addirittura quadruplicate rispetto agli anni precedenti. Secondo il Florida Fish and Wildlife Conservation Commission dal primo gennaio a metà aprile sono stati trovati 674 esemplari morti sulle spiagge. In tutto il 2019 erano stati "solamente" circa 600.

Tra le possibili cause di morte ci sono l'esposizione a neurotossine prodotte dalle fioriture eccezionali di alghe, causate dall'uso eccessivo di fertilizzanti, e le ferite provocate dalle sempre più numerose collisioni con eliche e imbarcazioni dei turisti, che molto spesso sfrecciano sulle acque incuranti dei rischi per la fauna.

Associazioni, veterinari ed esperti si stanno dando da fare per fronteggiare questa emergenza, cercando di salvare quanti più lamantini possibili. Le cliniche e i centri di recupero sono però sempre più affollati e purtroppo non possono essere salvati tutti. Fondamentale sarà evitare che altri lamantini della Florida diventino vittime di incidenti con le barche sensibilizzando soprattutto i turisti, ma anche intervenire affinché diminuisca l'uso di fertilizzanti e la perdita di cibo e habitat, per una specie già considerata Vulnerabile nella Lista Rossa dell'IUCN.

Inoltre, l'eccessiva fioritura algale dovuta all'uso massiccio di fertilizzanti sembrerebbe danneggiare anche le piante acquatiche marine, fonte di cibo principale di questi tranquilli e sornioni erbivori acquatici. Lo strato eccessivo di alghe, infatti, non permette alla luce solare di arrivare sul fondale, facendo morire buona parte della vegetazione.

Toccherà agire in fretta, uno dei simboli più famosi della Florida rischia adesso davvero di essere compromesso per sempre.