video suggerito
video suggerito
21 Luglio 2023
9:00

Decine di razze muoiono dopo la rimozione dell’aculeo per non danneggiare i turisti in Messico

Decine di razze sono state trovate spiaggiate in Messico a seguito della rimozione dell’aculeo affinché i turisti non venissero punti. Uno dei tanti esempi di turismo irresponsabile.

94 condivisioni
Membro del comitato scientifico di Kodami
Immagine

Decine di razze sono state trovate spiaggiate a seguito della rimozione dell’aculeo, affinché i turisti non venissero punti. I modi per danneggiare gli animali solo per il nostro divertimento o per portare a casa un selfie sono numerosissimi. Ma sta a noi fare le scelte responsabili e dire no a questo tipo di turismo.

Il turismo irresponsabile è una tematica che ci preoccupa particolarmente, specialmente in questo periodo. Ci sono centinaia di condotte svolte dai turisti assolutamente dannose per gli animali e per l’ambiente.

Alcuni esempi che posiamo fare sono le passeggiate con elefanti, nuotare con i delfini, fare pesca ricreativa, farsi trasportare da asini o da carrozze trainate da cavalli, partecipare a feste popolari come la corrida. Solo per citarne alcune.

Un'altra pratica è immergersi in mare per nuotare con gli animali, come ad esempio squali, mante e razze. Dobbiamo sapere che dietro l’attività in sé si celano delle realtà di assoluta gravità, che quando vengono a galla ci sconvolgono ed indignano. Come ciò che è accaduto in Messico ad aprile di quest’anno.

Le razze del Messico

All'inizio di aprile, i funzionari di Huatabampo, una municipalità dello stato di Sonora nel Messico settentrionale, hanno mutilato centinaia di razze, strappando loro l’aculeo, con il fine di proteggere i turisti e i bagnanti che frequentano le spiagge della zona nel periodo di Pasqua, o che si immergono per escursioni organizzate per poter nuotare con questi animali.

Le razze di solito si avvicinano alle coste alla ricerca di acque calde e a volte causano piccoli incidenti con i bagnanti, che possono essere punti dai loro aculei. Il Comune ha diffuso un video in cui venivano mostrate le immagini di come erano state effettuate le catture e le mutilazioni degli animali.

Ebbene, solo una settimana dopo, decine di esemplari di questi animali sono apparsi morti sulla riva. Come numerosi esperti hanno dichiarato, ciò che è accaduto era del tutto prevedibile, soprattutto considerando che "la gestione degli animali è stata terribile".

Gli stessi, infatti, sono stati catturati con le reti e molti ne sono rimasti bloccati. Non si sa esattamente per quanto tempo siano rimasti intrappolati prima di essere trascinati per rimuovere l’aculeo in modo rudimentale per poi essere gettati in mare.

Inoltre, non è possibile conoscere il numero di razze interessate da questa pratica poiché non è stato effettuato alcun conteggio degli individui e nessun monitoraggio dell'impatto ambientale.

I provvedimenti

Immagine

Il ritrovamento degli animali morti ha causato grande indignazione sui social media, così è stato immediatamente preso un provvedimento a carico della coordinatrice municipale del settore Ecologia, presunta responsabile della misura: la sospensione dal suo incarico.

Allo stesso modo, la Procura Federale per la Protezione dell'Ambiente (Profepa) ha avviato un'indagine e ha annunciato che introdurrà una sanzione finanziaria per tutti i responsabili.

L’inutilità della pratica, oltre al danno

La cosa più triste è che nel 2007 era già stato condotto uno studio negli Stati Uniti che dimostrava che questa misura è del tutto inutile.

Con l'obiettivo di ridurre l'impatto delle punture di questi pesci, già in quell’anno era stato condotto in California l'esperimento di rimuovere il pungiglione a questi animali. In quell'occasione è stato seguito un protocollo rigoroso studiato per minimizzare al massimo la sofferenza e lo stress degli animali, ma in ogni caso i risultati dello studio hanno dimostrato che la misura non era servita a ridurre le punture ai turisti. Questo perché, come si è visto, le razze si spostano su grandi superfici e quelle che non hanno più l’aculeo  (che in ogni caso impiega un anno a rigenerarsi) nuotano altrove e, nella stessa zona, arrivano facilmente altri individui non mutilati che possono ancora pungere.

L'unica soluzione efficace, quindi, risulta essere quella di evitare pratiche poco etiche come pretendere di nuotare con questi animali e avvisare i turisti tramite apposita segnaletica che, non solo informi del possibile pericolo, ma ricordi anche l'importanza di NON interagire con gli animali selvatici.

Avatar utente
Laura Arena
Veterinaria esperta in benessere animale
Sono un medico veterinario esperto in comportamento animale, mi occupo principalmente di gestione del randagismo e delle colonie feline, benessere animale e maltrattamento animale con approccio forense. Attualmente lavoro in Italia, Spagna e Serbia.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views