Nel cosiddetto "salotto buono" di Napoli era possibile vedere ogni giorno un uomo in strada chiedere l'elemosina in compagnia di una cagna e dei suoi 9 cuccioli ancora in allattamento per impietosire i passanti. Per oltre un mese molte persone, compresa la redazione di Kodami, si sono date da fare per segnalare agli organi competenti la situazione, continuando a monitorarla.  Venerdì scorso, finalmente, la Asl è intervenuta e ha sequestrato i cani, fornendo loro le cure necessarie e affidandoli a una volontaria in attesa che  cuccioli raggiungano l'età giusta per l'adozione.

«La cagna e i cuccioli sono in buone condizioni – spiega a Kodami Marina Pompameo, dirigente della ASL Napoli 1 – Sono stati affidati ad un privato che se ne sta prendendo cura. Dopo i due mesi (tempo minimo necessario per un corretto svezzamento ndr) saranno successivamente trasferiti ad altre  famiglie adottanti. La madre sarà sterilizzata e resterà con la nuova famiglia».

Spesso quando in strada sono in atto situazioni di sfruttamento o di ingiustizia si pensa che la cittadinanza volti la testa preferendo gettare un velo di indifferenza su persone e animali, ma non è stato questo il caso. Il passaparola che si è scatenato, come la linfa di un albero, si è infatti irradiato in molti gruppi di attivisti e volontari che hanno fatto di tutto per capire la situazione, verificare se il rapporto tra questa persona e gli animali fosse sano e dunque procedere di conseguenza.

Abbiamo raccontato la storia di F. su Kodami alcuni giorni fa, incontrandolo proprio lì dove era solito mendicare. Ci aveva raccontato di vivere in Campania da 15 anni, che stava accudendo quegli animali perché la cagna di 6 anni che lo accompagnava era rimasta incinta e non potendosi permettere di comprare cibo a sufficienza chiedeva l'elemosina alla gente, offrendo anche il proprio numero di telefono per dare i cuccioli in adozione una volta svezzati. Ci aveva raccontato di spendere 18 euro al giorno per le cure degli animali e che il suo stipendio da manovale non bastava per mantenere se stesso e loro. Ci aveva parlato del suo passato, la sua vita attuale, le sue preoccupazioni ma alcuni volontari del territorio hanno spiegato a Kodami come la maggior parte di quelle parole fosse invece una menzogna.

In particolar modo le operatrici dell'associazione "Le amiche di LU" conoscono bene F. e i suoi trascorsi con gli animali. Attive da anni sul territorio napoletano, con il loro supporto Kodami recentemente ha realizzato un video reportage nel quale abbiamo indagato il rapporto tra clochard e cani oltre i pregiudizi.

 

Nel caso di Francesco, però, le volontarie dell'associazione ci hanno spiegato come a più riprese l'uomo abbia loro mentito per avere supporto economico in diverse altre occasioni. Anche nel caso di Stella e dei cuccioli, le amiche di Lu precisano: «Un ultimo esempio è stato proprio in occasione del sequestro: ci ha raccontato di avere bisogno di soldi per dar da mangiare a Stella e ai cuccioli, nonostante fosse ormai noto a tutti che la Asl aveva già allontanato da lui gli animali».

È importante sottolineare che non tutte le situazioni sono come questa: molte storie di clochard sono lo specchio di relazioni che vanno tutelate, rispettate e non giudicate con preconcetti. Altre volte però c'è bisogno di indagare e approfondire il più possibile, specialmente se parliamo di episodi di maltrattamenti e cucciolate fatte ad hoc per raccogliere più soldi e in questi casi è importantissimo denunciare. Nel caso specifico, oltre ai volontari e alla redazione di Kodami, è stato fondamentale l'intervento di Stella Cervasio, presidentessa dell'associazione Animal Day ed ex-garante per la tutela degli animali al Comune di Napoli.