Molto probabilmente è stato un custode a contagiare con il virus Sars Cov-2 tredici gorilla ospiti dello zoo di Atlanta, negli Stati Uniti. Sono stati i componenti del Gorilla Care Team, specialisti che prestano le cure ai primati, a notare i sintomi di tosse, secrezione nasale e inappetenza. I veterinari hanno immediatamente fatto i test per il coronavirus. Campioni fecali e tamponi nasali e orali sono stati inviati al Laboratorio diagnostico veterinario dell’Università della Georgia, che ha emesso il suo verdetto: sono tutti presumibilmente positivi.  Lo zoo di Atlanta ora è in attesa di ricevere i risultati degli altri test di conferma sui campioni che invece sono stati inviati al National Veterinary Services Laboratory di Ames, nell’Iowa.

Il team veterinario si è sentito con altri esperti del mondo animale che hanno trattato casi simili e con medici umani esperti di Covid-19 e sta trattando i gorilla a rischio di sviluppare complicanze con anticorpi monoclonali. Le squadre stanno raccogliendo campioni per i test per l'intera popolazione di gorilla dello zoo: 20 membri che vivono in quattro gruppi. Li sottoporranno regolarmente a test anche se non hanno sintomi.

Sebbene non si possa sapere con certezza come i gorilla abbiano acquisito il virus, si pensa che sia stato un umano che si è preso cura di loro ad aver infettato tutti. Questa persona, vaccinata, indossava dispositivi di protezione individuale e sarebbe stato asintomatico il giorno in cui si è presentato al lavoro.

È noto che gli esseri umani riescano a trasmettere il virus ad animali come i gorilla. Ma la ricerca scientifica non ha mai notato primati che trasmettono il virus all’uomo. Fanno sapere dallo zoo di Atlanta come l’area delle grandi scimmie sia una di quelle dove vengono usati da tempo i dispositivi di protezione individuali perché i primati sono suscettibili di contagio per diverse malattie proprio dagli uomini, tra cui il raffreddore e l’influenza.

Lo zoo di Atlanta era già stato autorizzato all'uso del vaccino Zoetis realizzato appositamente per gli animali e che è stato utilizzato per le specie sensibili a Sars Cov-2 in altre realtà del Nord America. Con questo ora vaccinerà i suoi oranghi del Borneo e di Sumatra, le tigri, i leoni africani e il leopardo nebuloso. Quando i gorilla si riprenderanno, lo riceveranno anche loro.

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