A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente ti ha incuriosito il titolo e ti sei chiesto/a se effettivamente conosci le regole di igiene per dare il cibo al tuo cane. Anzi, forse la domanda ti potrà essere sembrata quasi banale: “perché, esistono delle regole di igiene particolare da rispettare per dare da mangiare al mio cane?”. Beh, sì, esistono e sono molto importanti, non solo per chi segue una dieta casalinga per il proprio cane o una dieta BARF, ma anche per chi somministra solo alimento commerciale.

La FDA statunitense ha redatto solo da un paio d’anni delle linee guida per la famiglia per insegnare come maneggiare, preparare e conservare gli alimenti per animali. In Italia, abbiamo delle linee guida ministeriali per quel che riguarda le linee guida di igiene alimentare casalinga, ma ci mancano ancora quelle destinate ai nostri Pet.

Secondo uno studio scientifico pubblicato su Plos One ad aprile 2022, appena il 5% dei cittadini statunitensi è a conoscenza delle linee guida della FDA riguardo l’igiene da utilizzare in casa per maneggiare il cibo e pulire le ciotole del proprio cane. Davvero una percentuale molto bassa!

Il medesimo studio inoltre riporta alcuni fatti abbastanza gravi e interessanti: in circa un terzo di queste famiglie che non sapevano seguire buone regole di igiene, erano presenti dei bambini sotto i 13 anni e/o delle persone immunicompromesse; in più del 40% dei casi il cibo per cani veniva conservato accanto al cibo per persone e solo un terzo degli intervistati lavava le mani dopo aver preparato e fornito al ciotola al suo cane. Altro fatto negativo molto importante: il cibo veniva preparato sulla stessa superficie dove successivamente veniva preparato l’alimento per la famiglia.

Ma ecco le buone notizie: lo studio ha dimostrato che, rispolverando e applicando basilari regole di igiene, la contaminazione in casa e quindi il rischio di tossinfezioni alimentari con batteri antibiotico-resistenti diminuisce moltissimo!

Vediamo quindi quali sono queste regole di igiene per preparare, maneggiare e conservare il cibo per cani.

Come conservare il cibo per cani

Iniziamo dalla conservazione del cibo per cani, o meglio ancora, dal suo acquisto. Nel caso in cui abbiate scelto un’alimentazione industriale per il vostro cane infatti, dovrete controllare molto attentamente all’acquisto che il pacco di croccantini o la scatoletta di cibo umido non sia visivamente danneggi. Non acquistate quindi pacchi aperti o rotti oppure lattine ammaccate o danneggiate, in quanto questo potrebbe comportare un’alterazione del contenuto all’interno.

Il cibo commerciale inoltre deve essere conservato sempre nel suo involucro originale e non essere travasato in contenitori o bidoni. Per quanto possiate pulire bene il contenitore, rimarranno all’interno sempre piccole quantità di grassi, essendo tutte le crocchette rivestite da una fine patina di grasso per renderle più appetibili. Questi grassi che rimangono nel contenitore diventeranno poi rancidi e avvieranno un processo catalitico (ovvero rapido, di reazione a catena) di ossidazione dei grassi dell’alimento, che può provocare diarrea e vomito al cane.

Il sacchetto aperto del cibo per cani industriale inoltre deve essere ben chiuso e conservato in un ambiento fresco, sempre per evitare l’ossidazione dei grassi e mai consumato oltre la data consigliata.

Nel caso invece abbiate scelto una dieta fresca, è fondamentale conservare il cibo in frigo, all’interno di contenitori ben chiusi. Nel modo più assoluto poi evitare di riporre l’intera ciotola del vostro cane in frigo nel caso in cui lasciasse dell’alimento: svuotate piuttosto il contenuto in un contenitore pulito, chiudete con coperchio e via.

Come maneggiare e preparare il cibo per cani

Prima di tutto, come facciamo anche per noi, prima di iniziare la preparazione del pasto del nostro cane, dobbiamo lavarci le mani con acqua calda e sapone (nello scrivere mi risuona la voce di Anna Moroni alla Prova del Cuoco “ti sei lavata le mani tesoro?”). Eh sì, anche se stiamo preparando per il nostro cane e non per noi, dobbiamo lavarci le mani per evitare di contaminare il suo cibo o le superfici che toccheremo.

Se il cane è piccolo e il sacco è grande, ma anche in caso di cani grandi/ciotole grandi, potrebbe accadere che vi venga voglia di usare la ciotola come mestolo per pescare le crocchette dal sacco. Non fatelo! Lasciate piuttosto dentro al sacco un misurino apposito, in modo fra l’altro di avere la certezza della dose e non far ingrassare troppo il vostro cane, con tutte le gravi conseguenze per la sua salute che ben conosciamo.

Per quel che riguarda la preparazione, è fondamentale che avvenga su una superficie diversa rispetto a quella dove appoggiate il cibo per voi (meglio ancora se in una abitazione diversa). Dato però che non tutti hanno case molto grandi o superfici da destinare solo alla preparazione della ciotola del cane, vediamo qualche trucco che vale sia per chi segue un’alimentazione industriale, che per chi fa casalinga o dieta BARF.

Prima di tutto, se non avete una superficie disponibile da dedicare, potete munirvi di una banale tovaglia di plastica al metro da appoggiare sopra al piano della cucina o alla tavola. La tovaglia ovviamente non dovrà essere lasciata sporca dopo l’uso, ma dovrà essere pulita e disinfettata (con uno spray a base di candeggina meglio), piegata e riposta.

Per chi segue dieta casalinga o BARF inoltre il consiglio è di dedicare un tagliere e della utensileria (forchetta, cucchiaio, mannaia, trinciapollo o quanto altro utilizzate) specifica alla preparazione del cibo per il vostro cane, in modo da stare più tranquilli.

Ultimo, ma non ultimo in ordine di importanza, ricordate di prestare attenzione per evitare in tutti i modi la cross-contaminazione delle superfici. Questo vuol dire ad esempio che se state preparando la ciotola e vi foste dimenticati qualcosa in frigorifero, dovete evitare di andare ad aprire il frigo con le mani sporche (soprattutto in caso di carne cruda, ma anche gli alimenti industriali possono contenere microrganismi vivi!). Chiedete piuttosto a qualcuno di aiutarvi oppure fate un passaggio al lavello e lavatevi bene con acqua e sapone.

Come lavare la ciotole del cane

Una volta servita e mangiata, passiamo alla parte di pulizia della ciotola e degli utensili. Nello studio citato, solo poco più del 10% degli intervistati lavava la ciotola del cane almeno una volta al giorno e appena la metà lo faceva con acqua calda. In realtà, il modo migliore per pulire la ciotola del vostro cane è di farlo dopo ogni pasto, lavandola preferibilmente in un lavello diverso da quello dove lavate i piatti per voi, con una spugnetta diversa, acqua calda e sapone. Nel caso in cui ci fossero residui di cibo, è importante eliminarli prima di pulire, ma questo mi pare un’ovvietà.

Dopo ogni utilizzo dovrete pulire inoltre anche cucchiai o altri utensili (tagliere ad esempio nel caso di dieta fresca), con acqua calda ad una temperatura superiore ai 70 gradi per almeno 20 secondi. Complicato? No, basta farlo diventare una routine, come per noi.

Ultimo, ma non ultimo, la ciotola dell’acqua del vostro cane, che dovreste svuotare e lavare con una spugnetta a superficie abrasiva, acqua calda e sapone, almeno una volta al giorno. Questo evita la formazione di colonie batteriche ricoperte da un microfilm protettivo.

Antibiotico resistenza: un pericolo da sconfiggere ora

Dato che solo l’8% dei partecipanti allo studio si è detto disposto a seguire le regole di igiene che gli erano state suggerite nel lungo termine, cerco di darvi qualche buona ragione per farlo senza cadere nel paternalismo o terrorismo mediatico cui siamo fin troppo abituati.

Per quel che riguarda la conservazione del cibo industriale, ve l’ho già spiegato, il pericolo maggiore è l’ossidazione dei grassi, che può dar luogo a gastroenteriti anche importanti per il vostro cane. Crocchette conservate sotto il sole però, magari all’interno del loro sacco dove si può creare una sorta di condensa e umidità, possono dar luogo a micotossicosi, con danni gravissimi per la salute del cane nel breve e lungo periodo (tumore al fegato e altre brutte faccende).

Ma veniamo all’antibiotico resistenza, problema reale e attuale. I batteri come forse saprete tendono a diventare resistenti agli antibiotici e la scienza non riesce a creare nuove molecole ad un ritmo sufficiente per battere queste resistenze. In Italia si verificano già ora (2022) circa un terzo delle morti europee dovute ad infezioni batteriche non debellabili con gli antibiotici. Una situazione gravissima, parliamo di circa 10.000 morti ogni anno.

Ora, invece di spaventarci e basta, sappiate che seguire queste regole che vi ho suggerito può ridurre drasticamente la possibilità di contaminazione casalinga da batteri antibiotico resistenti.

In fondo, non si tratta di attività molto diverse da quelle che già applichiamo per noi. Semplicemente, una volta di più, dobbiamo ricordare che il nostro cane fa parte della famiglia, anche per quel che riguarda le regole di igiene.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, le indicazioni date dal veterinario di riferimento.