29 Giugno 2022
16:12

Come capire se due gatti giocano o litigano?

Non è sempre facile capire se due gatti stanno litigando o giocando, perché molti atteggiamenti possono essere fraintesi. Ecco qualche indicazione per riuscire a capirli meglio.

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Nelle interazioni quotidiane che avvengono nelle nostre case non è sempre facile capire se due gatti coinquilini stanno litigando oppure giocando: questo perché lotta e gioco sono due comportamenti che nei gatti possono non avere un confine netto. Non solo: molti atteggiamenti possono essere fraintesi. Ecco qualche indicazione per riuscire a capirli meglio.

I gatti litigano o giocano?

Come capire allora se due gatti giocano o litigano? La prima cosa che può darci delle indicazioni importanti sul fatto che i gatti stiano giocando oppure no è la reciprocità. Infatti durante il gioco è facile osservare uno scambio di ruoli: ad esempio in un primo momento un gatto rincorre l’altro e poi l’inverso.

Ma anche la postura può darci delle indicazioni molto significative: due gatti che litigano presentano una comunicazione paraverbale molto riconoscibile. Ad esempio si fissano negli occhi, inarcano la schiena, drizzano il pelo. A tutto ciò può accompagnarsi anche una vocalizzazione specifica, come ringhiare: inoltri i miagolii in una lite tra gatti si presentano più rauchi e profondi di quelli che avvengono durante le interazioni normali.

Infine non sottovalutiamo la presenza di eventuali ferite: quest’ultimo è un chiaro indicatore di una qualche forma di aggressività comportamentale presente tra i due gatti.

Cosa fare se due gatti litigano

Come prima cosa occorre evitare di fare quello che ci viene più spontaneo, ovvero intervenire. Oltre ad essere potenzialmente pericoloso è anche controproducente: la nostra ingerenza infatti potrebbe addirittura peggiorare la situazione.

Anche il classico “battere le mani” per distrarli è assolutamente da evitare. Così come richiami verbali o, peggio, alzare la voce. In tutti questi casi non si ottiene altro che un aumento di ansia e di aggressività.

È invece possibile, con naturalezza, cercare di spostare la loro attenzione su qualcosa che possa ai loro occhi risultare interessante e piacevole, e che riesca a modificare il loro stato mentale e a predisporli ad un altro tipo di comportamento.

Fondamentale è anche sospendere il giudizio: molto spesso infatti più o meno inconsapevolmente tendiamo a dare la colpa ad uno dei due gatti, e a considerare l’altro una povera vittima.

In realtà comprendere appieno le dinamiche che si strutturano tra gatti non è così facile come sembra: le vittime spesso altro non sono che fini strateghi, che mettono in atto impercettibili atti di bullismo che sfuggono totalmente al nostro occhio grossolano. Capire chi è davvero la vittima non è poi così semplice.

Inoltre non esistono gatti buoni e gatti cattivi, prevaricatori e vittime. I gatti si comportano da gatti e i loro comportamenti hanno sempre delle motivazioni ben specifiche che non devono essere giudicate, ma solo comprese.

L’azione sul territorio

Gatti coinquilini possono litigare per diversi motivi ma lo stress territoriale è sicuramente una delle cause più frequenti di zuffe: risulta dunque fondamentale agire con cambiamenti sostanziali sulla casa nella quale essi vivono.

Questo lo possiamo fare attraverso delle azioni mirate di arricchimento ambientale: una motivazione molto frequente di disagio tra gatti è infatti la competizione di oggetti significativi o di zone specifiche del territorio, come la lettiera, le ciotole, le cucce e i tiragraffi. La parola d’ordine in una casa multicat deve essere dunque abbondanza delle risorse.

Sotto questa prospettiva è fondamentale assicurarsi di avere tante lettiere quanti sono i gatti, più ciotole di cibo e di acqua, almeno un tiragraffi per stanza e più cucce dislocate in punti diversi della casa (e possibilmente posizionate in altezza).

In caso di zuffe tra gatti è inoltre consigliatissimo attrezzarsi per fornire la maggior verticalizzazione possibile ai felini di casa, soprattutto attraverso i camminamenti verticali posti sulle pareti. Questi aumentano lo spazio calpestabile della casa, permettono le soste in altezza e concedono ai gatti di isolarsi e di avere dei percorsi alternativi all’interno del loro territorio.

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Elena Angeli
Esperta nella relazione gatto-uomo
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