A cura di Sonia Campa
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Consulente per la relazione uomo-gatto

La comunicazione vocale nel gatto si esprime attraverso una vasta gamma di vocalizzazioni di cui il soffio è un'espressione molto scenografica. Il gatto apre al bocca solleva il labbro superiore arricciando il naso, esibisce i denti ed emette un getto d'aria gutturale mentre la lingua si chiude a formare una “u”. Ma qual è il suo significato? Perché il gatto soffia e come fa?

Il significato del soffio

I ricercatori sono d'accordo nel considerare il soffio come un segnale difensivo. Il gatto che lo esprime, sostanzialmente, cerca di mettere in evidenza i denti come “armi” pronte all'uso durante uno scontro, cerca di impressionare l'avversario e gli sta dicendo “stammi a distanza, non ti avvicinare perché sono ben dotato”. È un segnale che può essere diretto agli esseri umani, ad altri gatti ma anche ad altri animali.

Come si sviluppa il soffio

Il comportamento emerge nei gattini sin dai primissimi giorni di vita: se presi in mano a uno o due giorni, sono in grado di emettere il verso (una via di mezzo tra un soffio e uno sputo, a dire il vero), spaventati dalla sensazione di sollevamento e dalla perdita di contatto con la sfera materna. Tra la terza e la quinta settimana lo sviluppo della vocalizzazione si affina finché i gattini diventano in grado di esibirlo con estrema padronanza e intenzionalità.

Perché i gatti soffiano?

In genere, il soffio è sempre accompagnato da altri segnali corporei di tensione e tutti insieme contribuiscono a farci comprendere il reale stato d'animo del soggetto. Il gatto può essere accucciato, il corpo aderente al terreno, la testa incassata nelle spalle e le orecchie piegate ai lati suggerendo una tensione paurosa e insicura. Oppure può presentarsi alto sulle zampe, con la schiena inarcata e laterale, pronto a reagire attivamente. Nel mezzo, poi, sono possibili tutte le posture intermedie e tutti gli stati d'animo intermedi. Quindi, per comprendere il significato di un soffio, questo va sempre messo in relazione con il resto del corpo perché la richiesta di distanza che sottointende può essere mossa da numerose emozioni.

Il soffio indica paura e dolore

Il gatto può soffiare perché teme il suo interlocutore, soprattutto se incede verso di lui diminuendo la sua sensazione di sicurezza. In questi casi l'unico modo per tranquillizzare il gatto è fermarsi e, possibilmente, aumentare la distanza, come ci sta chiedendo.

I soffi possono essere anche un incidente comunicativo, una risposta “pronto uso” che il gatto esibisce spontaneamente, per esempio in risposta al dolore fisico. E' quello che accade quando viene manipolato sul tavolo del veterinario che, magari, sta effettuando manovre dolorose o fastidiose. Ma è quello che può accadere anche a ciascuno di noi se, inavvertitamente, dovessimo pestare la sua coda: il gatto si gira di scatto, soffia e, in alcuni casi, può anche cercare di liberarsi tramite una zampata.

Il soffio indica irritazione o rabbia

Un soffio può anche testimoniare uno stato di irritazione. È quello che capita quando due gatti conviventi, non particolarmente in sintonia tra loro, si ritrovano a stretta distanza l'uno dall'altro, magari in attesa che vengano preparate le loro ciotole. Uno dei due potrebbe guardare il compagno, realizzare l'eccessiva vicinanza e soffiare con decisione nella sua direzione. In questo caso, il soffio ha un significato comunicativo molto chiaro: “Mi stai troppo vicino, allontanati ché mi innervosisci”. Anche per questo motivo, qualcuno fa rientrare il soffio tra le comunicazioni agonistiche: il suo ruolo, dunque, non è solo quello di segnalare un'emozione di paura ma, di volta in volta, irritazione o addirittura rabbia.

Cosa fare quando il gatto soffia?

Il guaio del soffio come segnale comunicativo per noi esseri umani è che, essendo apparentemente innocuo, viene spesso sottovalutato, se non addirittura ignorato. Il che si rivela spesso un errore perché il soffio è, sostanzialmente, un avvertimento. E, come tutti gli avvertimenti, è presagio di una intenzione successiva di intensità più alta, che il gatto vorrebbe risparmiarsi ma che, se costretto, è pronto a concretizzare. Ecco perché bisognerebbe sempre rispettare questo tipo di segnalazione che il gatto sta ancora avendo la grazia di mantenere ad un livello basso di conflittualità. Sospendere l'interazione, dargli respiro, provare a metterlo più a suo agio anche dal punto di vista ambientale, trovare nuove modalità per rapportarsi in modo da non sfidare più la sua soglia di tolleranza sono tutte accortezze che possiamo avere per evitare di scatenare reazioni più intense.

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