A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

Può capitare, purtroppo, che per diverse ragioni ci si trovi ad alimentare un cane appena nato. Ad esempio questo è il caso dei cuccioli che rimangono orfani o che vengono abbandonati subito dopo la nascita. Altre volte la mamma ci sta, ma non allatta perché ha dolore o poco istinto materno. Questo argomento ha delle implicazioni molto importanti, non solo da un punto di vista nutrizionale, ma anche comportamentale. Quello che mangerà nelle prime settimane di vita e come lo assumerà andrà infatti ad incidere  sul suo sistema immunitario, sul microbiota intestinale e sulla sua psiche, oltre ovviamente sulla crescita. Vediamo quali sono i punti più importanti da conoscere al riguardo.

Il delicato periodo dopo la nascita: fase neonatale del cucciolo

Le prime due settimane dopo la nascita vengono definite periodo neonatale. In questo periodo sono fondamentali soprattutto le prime 36-48h, momento in cui i cuccioli devono non solo adattarsi alle nuove condizioni di vita presenti nell’ambiente esterno all’utero materno ma anche acquisire la maggior parte dell’immunità passiva.  Ma cos'è l’immunità passiva? Quando un piccolo di mammifero è appena nato sarebbe totalmente sprovvisto di difese se non acquisisse, tramite il primo latte materno, una grande quantità di anticorpi oltre ad altre sostanze bioattive come il lisozima. Queste sostanze raggiungono l’intestino del cucciolo per agire localmente (lisozima) oppure vengono assorbite e vanno in circolo dando una protezione che durerà fino alle 16-20 settimane.

Il primo latte materno si chiama colostro, viene prodotto e può agire solo per un brevissimo periodo dopo la nascita ed è quindi davvero fondamentale che il cucciolo lo possa assumere proprio in quella finestra temporale. Insisto molto su questo: non allontanate mai i cuccioli dalla madre, ma in particolare durante questo momento della vita fate in modo che possano assumere il colostro, altrimenti avrete dei cuccioli deboli per tutta la vita e poco protetti dalle malattie infettive.

Balia o latte in polvere: quale è la scelta migliore? 

Senza dubbio se si riesce a trovare una balia, ovvero un’altra cagna che abbia partorito da poco e che possa allattare i nostri cuccioli, questa sarà sempre la scelta migliore. Dobbiamo tenere presente infatti che durante queste prime settimane viene trasferita al cucciolo anche buona parte del microbiota intestinale (il latte materno è naturalmente colonizzato da batteri “positivi”), oltre che a importanti sostanze nutritive che non si possono trovare nel latte commerciale. In aggiunta alle considerazioni nutrizionali, anche l’aspetto psichico e comportamentale beneficia di una balia: una cagna, anche se non è la madre biologica dei cuccioli, potrà effettuare un accudimento materno corretto, garantendo un normale sviluppo del sistema nervoso e della psiche dei cuccioli.

Comunque, nonostante tutte le nostre migliori intenzioni, può capitare di dover ricorrere al latte in polvere. In questo caso, il suggerimento è di scegliere un latte con caratteristiche nutrizionali corrette e adeguate al piccolo in crescita. In particolare, consiglio di controllare il tenore proteico indicato (che dovrebbe essere di almeno 50-60 grammi per ogni 1000 kcal di latte ricostituito) e quello di zuccheri (meglio se attorno ai 20 grammi per ogni 1000 kcal). Un’indicazione da valutare come molto positiva è anche quella di aggiunta di DHA alla formula, un acido grasso essenziale della serie Omega-3 fondamentale per lo sviluppo neurologico e della retina dei cuccioli. Come potrete verificare, però, quasi nessuna azienda è disponibile a fornire queste indicazioni. Il consiglio quindi è quello di rivolgervi al vostro medico veterinario di fiducia, per farvi consigliare quello che lui/lei ritiene il prodotto più adeguato.

Come mai non si può usare il latte vaccino per il cucciolo di cane

Come per tutte le specie di mammiferi, il latte maturo della cagna ha una composizione ben specifica, adatta ai piccoli cuccioli carnivori che deve crescere. Il contenuto calorico e proteico del latte di cagna è maggiore infatti rispetto a quello del latte di erbivori, come vacca o capra. Non potete quindi utilizzare per il cucciolo orfano del latte vaccino o caprino. Avendo molti più zuccheri (lattosio), potreste causare infatti una diarrea osmotica, con conseguente disidratazione e carenza energetica. Inoltre, mancherebbe di proteine essenziali per la specie. Il latte vaccino, o quello di capra, possono però essere corretti, tramite aggiunta di uovo (proteine e grassi), ricotta (proteine) e altri nutrienti, al fine di ottenere una formula completa e adatta anche al cucciolo di cane. Per questo però conviene contattare un collega medico veterinario esperto in nutrizione, dato che una formula errata potrebbe portare a carenze gravi nel cucciolo.

Come preparare il latte e come curare il cucciolo

Quale sia stata la nostra scelta, se latte artificiale o latte vaccino corretto, sarà importante scaldare sempre la porzione prima di somministrarla. Il latte deve essere scaldato ad una temperatura di 38°C circa e si può utilizzare la prova del polso esattamente come si fa con i bambini. Mi raccomando, attenzione a non dare latte bollente ovviamente!

Un cucciolo ha una capacità di ingestione limitata (di solito 5ml di latte per ogni 100g di peso del cucciolo) e da questo si deduce l’importanza di fare poppate frequenti, anche 6-8 al giorno nelle prime settimane. I cuccioli passano molto tempo dormendo e non ci dobbiamo preoccupare di questo, anzi, sarebbe bene non svegliare il cucciolo per farlo poppare, ma piuttosto aspettare che sia lui/lei a richiedere il cibo (facile a dirsi, difficile a farsi quando la balia umana è una e i cuccioli sono molti, lo so). Deve indurci preoccupazione comunque e dobbiamo immediatamente ricorrere all’aiuto di un medico veterinario, se il cucciolo non volesse poppare per più di 5 ore consecutive.

Monitorare il peso del cucciolo anche ci aiuterà a capire come sta: durante le prime settimane, il piccolo dovrebbe prendere circa 1 grammo di peso per ogni 2-5 grammi di latte assunto. Tenere un diario quindi delle quantità che ingerisce ogni giorno sarà una buona idea. Oltre, ovviamente, a fare il pieno di foto e bei ricordi perché, anche se difficili, queste prime settimane non ce le dimenticheremo mai.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, le indicazioni date dal veterinario di riferimento.