Accade ancora nelle nostre città, nelle periferie delle metropoli o nelle stalle clandestine in zone di campagna in Italia nell'anno 2021. Ma succede anche nella moderna New York e altri posti degli Usa: dieci persone persone sono state arrestate e 89 cani salvati per un presunto giro di combattimenti. Da uno Stato all'altro, i cani venivano sfruttati per la lotta e portati in giro per farli combattere: è il più grande business di questo genere scoperto nella storia recente americana, secondo quanto ha dichiarato Timothy Sini, il Procuratore distrettuale della contea di Suffolk.

I ring, anzi i "pit" come del resto si chiamavano un tempo e da cui deriva il nome stesso dei Pitbull, dei combattimenti tra cani si svolgevano a Long Island, a New York City e in molte altre località in alcune case, la maggior parte delle volte.

Gli agenti e i veterinari che sono intervenuti per gli arresti e per mettere i cani in sicurezza hanno verificato che i Pitbull recuperati sono stati allevati per un solo scopo: combattere e uccidere. Le loro vite erano piene di crudeltà e vivevano in condizioni miserabili. Gli animali che sopravvivevano ai combattimenti, se troppo feriti, venivano uccisi. Stessa sorte toccava a chi era considerato non bravo nella lotta.

Sebbene i cani siano stati sottoposti a violenze inimmaginabili, a coloro che hanno partecipato al giro di scommesse ovviamente non importava granché visto che, come risulta dall'indagine in corso, c'è chi è arrivato a scommettere fino a 175.000 dollari su un combattimento.

Il giudice che sta seguendo il caso ha affermato che quando i cani erano pronti a combattere, un "broker" organizzava incontri in base a fattori come il peso e il sesso degli animali. I combattimenti a volte duravano diverse ore, finendo con lesioni gravi o morte per i soggetti coinvolti. «Molti di noi hanno cani come animali domestici nelle nostre case e li amiamo come membri della famiglia – ha commentato il Procuratore Sini sui media locali – Questo caso riguarda il modo in cui una rete criminale ha allevato cani, li ha torturati e li ha messi in serio pericolo solo per fare soldi».

Tra gli arresti non manca anche un uomo, che faceva parte del gruppo di organizzatori, chiamato "dottore": spesso operava ed eseguiva cure mediche senza licenza sui cani. Questa persona ha provveduto a uccidere anche i cani gravemente feriti o che appunto non erano ritenuti soddisfacenti per le loro prestazioni nel pit.

Le autorità hanno mostrato contanti, gabbie e tapis roulant che sono stati utilizzati per l'addestramento e sono stati anche sequestrati steroidi. Le persone arrestate e i sospettati di collusione si sono tutti dichiarati non colpevoli e hanno negato le accuse, sostenendo di essere semplicemente "allevatori".