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14 Settembre 2023
9:00

Che cosa esprime il gatto quando ti guarda negli occhi?

Quando un gatto ci guarda negli occhi può voler esprimere molte cose, dalla richiesta di interazione alla curiosità. I gatti comunicano infatti non soltanto con il miagolio, ma anche attraverso il linguaggio del corpo, e il contatto visivo è un elemento importante della comunicazione non verbale.

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Validato da Sonia Campa
Membro del comitato scientifico di Kodami
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Quando il gatto guarda il suo umano negli occhi può esprimere molte cose, dalla richiesta di interazione alla curiosità, passando per uno stato di allerta o il rafforzamento del vincolo sociale.

Parte integrante per la costruzione di un rapporto di fiducia e rispetto con gli animali, e in particolare modo con esseri complessi e sensibili come i gatti, è rappresentata ovviamente dalla comunicazione non verbale. I gatti comunicano infatti non soltanto con il miagolio, ma anche (soprattutto) attraverso il linguaggio del corpo e il contatto visivo è un elemento importante della comunicazione non verbale. Vediamo come capire cosa vuole dirci. 

Perché il gatto ti guarda negli occhi

Come detto, il gatto può avere diversi motivi per guardare un umano negli occhi e voler comunicare cose anche molto differenti tra loro.

Ci sono situazioni in cui il gatto può usare lo sguardo e il contatto visivo per rafforzare il legame con il pet mate, in segno di fiducia e affetto – è in queste situazioni che si può verificare il cosiddetto “slow blinking”, un lento sbattere delle palpebre che appunto dimostra uno stato di confort e rilassatezza del felino – e situazioni in cui invece lo fa perché interessato a ciò che stiamo facendo.

Alcuni gatti ci guardano negli occhi anche per chiedere cibo o attenzioni, altri ancora lo fanno per mostrare predisposizione all’interazione con il pet mate. In altri casi, invece, lo sguardo diretto può celare emozioni meno positivi: un gatto che si sente minacciato o che ha paura potrebbe fissare la “fonte” della minaccia negli occhi per metterlo in guardia e per tentare di allontanarla. In altri casi, lo sguardo potrebbe essere semplicemente in risposta a un’interazione che il pet mate ha avuto con loro.

Osservare anche il linguaggio del corpo

Lo sguardo di per sé non basta, però, a interpretare lo stato d’animo di un gatto. È infatti sempre importante prendere in considerazione il linguaggio del corpo e l'atteggiamento generale del gatto, oltre che la sua personalità, quando si cerca di interpretare il motivo per cui ci sta guardando negli occhi.

Un gatto che mantiene una postura rilassata, sta languidamente appoggiato su un fianco o seduto con la coda avvolta intorno alle zampe è un gatto all’apparenza tranquillo, ed è probabile che guadandoci negli occhi stia cercando di comunicare affetto o interesse. Se invece appare agitato o nervoso, muove velocemente la coda come a “sferzare” l’aria, o si rincantuccia in un angolo tenendo gli occhi spalancati e fissandoci negli occhi, è altamente probabile che ci troviamo di fronte un gatto spaventato o intimorito, ed è importante avvicinarlo con cautela.

Come rispondere allo sguardo del gatto

Anche in questo caso la risposta non è univoca, e tutto dipende dallo stato generale del gatto. Davanti a un animale spaventato o intimorito, che si sente minacciato, la migliore risposta e anche quella più opportuna è allontanarsi, non “ingaggiare” e dunque non guardarlo direttamente negli occhi, ma lasciargli lo spazio e il tempo per calmarsi e sentirsi nuovamente sicuro. Se invece abbiamo avanti un gatto felice e rilassato, si può provare a “rispondere” allo sguardo, mantenendo a nostra volta un linguaggio del corpo rilassato, senza però aspettarsi chissà quale reazione: si tratta, comunque, di un piccolo tassello nella comunicazione e nella costruzione di un legame sincero e spontaneo, privo di secondi fini o obiettivi di “addestramento”.

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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