L’installazione di cavallette vive a Botanica Temporanea a Firenze (credits:@LNDC)
in foto: L’installazione di cavallette vive a Botanica Temporanea a Firenze (credits:@LNDC)

Le cavallette con un nastro colorato attaccato sul dorso che si agitano dentro una stanza finestrata, ma sigillata, al polo espositivo Manifattura Tabacchi di Firenze per la mostra laboratorio Botanica Temporanea. L’arte dei Giardini invisibili, sono solo l’ultimo esempio scriteriato e malsano dell’uso di animali, vivi o morti, nell’arte contemporanea. Dagli squali in formaldeide di Damien Hirst, ai cavalli vivi legati alle pareti della galleria L’Attico nel ’69 a Roma da Jannis Kounellis, alle macabre installazioni di Jan Fabre con cani e gatti impagliati esposti, fino all’attualissimo Maurizio Cattelan, il nostro artista più osannato all’estero, che ha appena inaugurato al Pirelli Hangar Bicocca di Milano Breath Ghosts Blind in cui innumerevoli piccioni in tassidermia si mimetizzano nell’architettura dell’ex edificio industriale.

L’immaginario artistico contemporaneo sembra non saper fare a meno degli animali, salvo trasformarli in oggetti da utilizzare all’interno di un percorso espositivo alla stregua di colori, materiali o semplici trasfigurazioni viventi.

A Firenze le cavallette decorate con i nastri rinchiuse senza scampo in una stanza

L’installazione di cavallette vive a Botanica Temporanea a Firenze (credits:@LNDC)
in foto: L’installazione di cavallette vive a Botanica Temporanea a Firenze (credits:@LNDC)

Alla Manifattura Tabacchi di Firenze, Botanica Temporanea è curata dall’architetto paesaggista Antonio Perazzi ed è «ispirata al principio di rigenerazione dolce, a basso impatto ambientale, volta a incentivare la flora e la fauna spontanee, per ricreare fra natura e uomo un equilibrio autonomo e virtuoso a lungo termine». Le cavallette, come denuncia in un video la Lega Nazionale per il Cane  si muovono però senza sosta all’interno di una stanza illuminata da ampie finestre ma senza aperture verso l’esterno. Appaiono come decorate con nastri colorati e sembrano girare in movimenti meccanici che non portano a nulla, impossibilitate a relazionarsi con gli spazi aperti. Inoltre, denuncia ancora la Lega del Cane, non ci sono apparati didattici che spieghino il senso dell'installazione che in questo modo appare decontestualizzata e senza chiavi interpretative.

LNDC contro la performance involontaria delle cavallette

La Lega Nazionale per la difesa del cane ha fortemente criticato l’uso delle cavallette, anche se per scopo artistico: «Questi poveri animali sono chiamati dall’artista "performers" che agiscono in una danza fatta di salti e scie colorate’. Credo che questa istallazione esprima davvero un aspetto umano grave – commenta la presidente LNDC Animal Protection Piera Rosati – ossia la totale assenza di empatia e di rispetto di una persona che premedita il maltrattamento di esseri viventi, incollando al loro corpo nastri colorati». Un giudizio secco e molto netto sostenuto da una posizione che riguarda qualsiasi animale, più o meno affascinante o iconico. «Un’installazione come questa, al di là del giudizio estetico che ciascuno può dare – aggiunge infatti l’avvocato Michele Pezone, responsabile diritti animali LNDC Animal Protection – trasmette un messaggio che combattiamo fortemente: quello che noi esseri umani possiamo disporre a nostro piacimento della vita di essere viventi per costringerli a vivere in modo innaturale. Anche se in questo caso si tratta di animali spesso poco considerati come le cavallette».

Cattelan e gli animali imbalsamati protagonisti delle sue installazioni

I piccioni imbalsamati di Maurizio Cattelan a Milano in questi giorni
in foto: I piccioni imbalsamati di Maurizio Cattelan a Milano in questi giorni

Nel 1966 uno scoiattolo “suicida” su un tavolo di formica gialla in una cucina anni 60. Nel ’97 un cavallo imbalsamato è appeso al soffitto di una galleria. Nel 2009 il corpo del cavallo è sdraiato sul pavimento con un cartello con la scritta I.N.R.I conficcato nell’addome. Sempre nel 1997 un asino un cane un gatto e un gallo imbalsamati sono disposti a creare una piramide animale mentre un’altra scultura di quell’anno consiste nello scheletro di un cane che stringe in bocca una copia del quotidiano Le Monde. Poi ci sono i 200 piccioni disposti dentro una sala della Biennale di Venezia, che riappaiono poi anche alla Biennale di Venezia nel 2011, dove però diventato 20.000, imbalsamati e disposti sia sulla facciata del padiglione che all’interno della struttura, sopra gli impianti di aerazione. Insomma Maurizio Cattelan e gli animali hanno una lunghissima storia che nell’esposizione di questi giorni alla Pirelli Hangar Bicocca vede solo l’ultimo capitolo.

Damien Hirst e lo squalo più famoso (e costoso) del mondo

lo squalo di Damien Hirst
in foto: lo squalo di Damien Hirst

Uno squalo tigre, lungo più di 4 metri, conservato in un enorme contenitore in cui è immerso nella formaldeide e che pesa più di due tonnellate. Come per molti altri lavori di Damien Hirst, il titolo è parte integrante dell’opera: L'impossibilità fisica della morte nella mente di un essere vivente. Ci fa vedere nel povero squalo bloccato per sempre in una bara a forma di piscina una riflessione e una provocazione sulla morte e la capacità degli uomini di percepirla. L’opera, del 91, aprì un filone, anche di commenti negativi. Ma il suo acquisto da parte di Steve Cohen per 12 milioni di dollari, fece di Hirst uno degli artisti più famosi al mondo, e dello squalo l’esemplare probabilmente più costoso che si sia mai visto sulla terra.

Gatti lanciati in aria: gli spettatori aggrediscono Jan Fabre

Jan Fabre
in foto: Jan Fabre

Nel 2012 l’artista belga Jan Fabre porta all’eccesso la provocazione, concludendo la sua performance ad Anversa con un gruppo di persone che lancia in aria, sulle scale del municipio della città, alcuni gatti, alcuni dei quali si feriscono. L’assessore al benessere degli animali Luc Bungeneers e l'associazione animalista Gaïa presentano due denunce contro l'artista fiammingo e gli animalisti lo sommergono con 20 mila mail di insulti. Lui si difende dicendo: «Mi dispiace tanto che i gatti siano caduti male.Mi scuso con gli animalisti. Non era mia intenzione fare del male ai felini. Comunque tutti i gatti stanno bene». Ma Fabre era solito già lavorare con cani e gatti impagliati: nel 2006 sempre ad Anversa cani e gatti impagliati sono esposti, come in una festa di Carnevale con coriandoli, stelle filanti e cappellini, nell’installazione Il carnevale dei cani randagi morti. Nel 2007, invece, nove gatti sono appesi a ganci da macelleria in un omaggio ai perseguitati e agli abbandonati, come gli artisti, voluti dalla società e poi emarginati dalla stessa.

Animali: performer o cavie in balia degli artisti? 

Il cavallo appeso al soffitto di una galleria di Maurizio Cattelan
in foto: Il cavallo appeso al soffitto di una galleria di Maurizio Cattelan

Le cavallette di Botanica Temporanea e i piccioni impagliati di Cattelan sono davvero solo l’ultimo dei tanti capitoli della storia di un’arte che sfrutta l’animale e la sua capacità di suscitare emozioni. Le polemiche nel tempo si sono trasformate: il disgusto per l’animale morto ha lasciato posto all’indignazione per il suo uso, morto o vivo che sia. Il problema della sensibilità degli animali stessi (soffrono? Hanno sofferto? Erano già morti oppure uccisi appositamente?) ha poi superato quello del disgusto provocato sugli spettatori. Spesso gli artisti stessi, anzi, dicono di amare gli animali, e di utilizzarli proprio per poter mettere in scena simbolicamente violenze e morte di cui sono essi stessi vittime, a volte per mano dell’uomo. Non prevale mai, però, l’empatia che ti porta a considerare un animale non un oggetto da usare ma un essere senziente. La riflessione si ferma ancora, purtroppo, all’uso non violento o rispettoso, eccessivo o accettabile, voluto o casuale, dell’animale stesso. Non prevale mai, o almeno non ancora, la riflessione sulla legittimità dell’uso, ancora saldamente legato al concetto antropocentrico di uomo/animale entità differenti e contrapposte.