Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ
cani e bambini

L’arrivo della cicogna in casa è sempre motivo di grande gioia ed entusiasmo, ma se si vive con un cane, per i futuri genitori, spesso a tutto questo, si somma qualche preoccupazione. Per questa ragione dunque, si investono moltissime energie alla ricerca della ricetta giusta per una pacifica convivenza cane-bambino.

Fra i consigli più comuni troviamo l'inserimento preventivo in casa di passeggini e carrozzine, così come l’introduzione di bambolotti a forma di neonato, allo scopo di rendere familiare l’immagine del bambino ancora prima del suo arrivo. Non ultima la pratica molto diffusa, di far annusare al cane, subito dopo il parto, un pannolino usato, così da abituarlo agli odori del bambino.

L’intelligenza sociale del cane

L’arrivo di un bambino dovrebbe collocarsi all’interno di una relazione uomo-cane che matura e che cresce negli anni. L’ingresso di un nuovo membro quindi dovrebbe avvenire in modo del tutto naturale. L’insieme di queste pratiche comportamentiste, basate sullo schema stimolo-risposta, risultano spesso controproducenti poiché generano focalizzazione piuttosto che socializzazione e familiarità.

Focalizzare significa creare stato di allerta e preoccupazione che complica notevolmente una serena percezione dei cambiamenti in corso nella sistemica familiare. I cani, infatti, possiedono una straordinaria intelligenza sociale, che li rende capaci di leggere e adattarsi ai contesti, con lo scopo di vivere bene accanto agli esseri umani a loro vicini.

Altra questione che va necessariamente spogliata di ogni ambiguità è l’idea che esista appunto un tema bambino-cane. Non esiste il bambino in senso assoluto, esistono molte fasi di sviluppo nella crescita di una bambino, così come non esiste il cane in senso assoluto, ma esistono i cani, con differenti motivazioni e caratteristiche individuali.

Il bambino in culla

Partiamo dal momento dell’arrivo di un bambino neonato. Il cucciolo di umano in culla emette suoni acuti, vagiti e pianti striduli. Un cane che si attiva quando sente squittire una pallina, miagolare un gatto, ecc., potrebbe infatti rischiare di comportarsi in modo maldestro o aggressivo nei confronti di un bimbo, udendolo emettere in culla suoni simili.

Per questa ragione, quando viviamo con un cane che ha già presentato in passato un’alta sensibilità all’attivazione di comportamenti predatori, è preferibile vigilare il momento del riposo del bimbo.

La fase esplorativa

La seconda fase sensibile nello sviluppo di un bambino è quella dell’esplorazione del mondo, attraverso la manipolazione degli oggetti e dei giochi. Il bambino che gattona, si trova ad altezza muso e non è difficile assistere a momenti in cui il cane lecca in modo insistente il suo faccino. Genitori e nonni assistono alla scena, spesso estasiati, esclamando: «che carino… Guarda gli dà i bacini!». La scena può anche essere buffa ma il cane, leccando compulsivamente, non sta manifestando affetto, quanto piuttosto vuole interrompere l’esplorazione, perché quel comportamento del bambino gli genera ansia.

In questo caso la strategia più saggia, è quella di dividere gli spazi con cancellini o recinti removibili, al fine di tutelare sia la libertà del bimbo che il carattere del cane. Quando per i genitori è difficile vigilare o interagire attivamente con la situazione, poiché impegnati in altre attività quotidiane, un approccio funzionale garantisce relax e serenità per tutti gli attori in causa.

Il bambino che gioca e corre in casa

Arriviamo ora alla fase in cui il bambino è cresciuto e corre in casa. Una delle situazioni da monitorare con più attenzione è senza alcun dubbio quella dei movimenti repentini in presenza di un cane. Alcuni soggetti molto predatori e con un certo grado di diffidenza nei confronti degli umani, possono arrivare a bloccare, pizzicare fino addirittura a mordere i bambini che corrono. Un cane può anche tollerare la corsa dei bambini di casa ma non è detto che si controlli verso i bambini “estranei”. Accade la stessa cosa con i gatti. Cani che convivono pacificamente con il gatto di casa, possono al contrario essere molto aggressivi con tutti gli altri.

Come consigliato in altre circostanze, non si sbaglia a separare il cane dagli ambienti dove i bambini interagiscono tra loro. È di assoluta importanza educare i bambini al pieno rispetto del cane, facendogli comprendere il suo carattere, accogliendo e sopportando con affetto anche i suoi aspetti più spigolosi che non possono essere modificati. Al contempo è necessario non limitare la libertà di espressione e movimento del nostro bambino e dei suoi amici all’interno dell’ambiente domestico.

Separare il cane, in alcune circostanze particolari, chiudendolo in una stanza confortevole con una cuccia comoda, non significa in nessun modo punirlo, escluderlo e creare una frattura relazionale con lui. Al contrario, le scelte chiare e funzionali al vissuto armonico del gruppo sono assolutamente preferibili rispetto a quelle ambigue dove si cerca di perseguire un’ideologica via di integrazione totale riversando però nelle situazioni a rischio una dose massiccia di controllo sul cane e di stato ansiogeno sui bambini.