Riley Gracely, questo è il nome di quello che probabilmente è il più giovane paleontologo al mondo, un bambino americano di 8 anni che, durante una vacanza con la propria famiglia, ha scoperto un dente di un gigantesco predatore dei mari ormai estinto.

Il bambino e la sua famiglia erano in una nota meta turistica americana, Myrtle Beach, sulla costa atlantica della Carolina del Sud, quando un un bel giorno decisero di far visita a una particolare attrazione turistica poco lontano dalla città: Palmetto Fossil Excursions, una sorta di parco avventura dove al posto dondolarsi da un albero all'altro e passare per ponti sospesi, i bambini si armano di pala e scalpello per cercare fossili.

I parchi avventura per i fossili in America

La formazione Hell Creek, foto di Anky–man, tramite Wikimedia Commons
in foto: La formazione Hell Creek, foto di Anky–man, tramite Wikimedia Commons

Posti del del genere non sono rari da trovare in America: molti proprietari terrieri sono consapevoli della ricchezza di fossili di alcuni terreni e investono in attività simili che ispirano "cercatori di fossili" a cimentarsi nell'impresa di una giornata fra polvere e fango in cerca di qualche reliquia di un tempo lontano.

La Carolina del Sud ha molti luoghi simili, anticamente bagnati dall'oceano e da fiumi preistorici, che oggi ospitano milioni di anni di storia archeologica in attesa di essere scoperta. Questi sono giacimenti fossili in cui i paleontologi lavorano alacremente per scoprire di più su un mondo antico, come quello di Palmetto Fossil Excursions o la Formazione Hell Creek, un enorme sito paleontologico con fossili risalenti al Cretaceo, tra 145,5 e 65,5 milioni di anni fa.

Lo squalo preistorico Otodus angustidens

Dente di Otodus angustidens, immagine di Crazyunclejim, tramite Wikimedia Commons
in foto: Dente di Otodus angustidens, immagine di Crazyunclejim, tramite Wikimedia Commons

Durante una delle tanti perlustrazioni, dunque, il bambino ha avvistato nel terreno qualcosa che assomigliava a un fossile e scavando fra polvere e ghiaia ha portato alla luce un enorme dente di squalo dalla specie  Otodus angustidens, un enorme predatore che visse tra l'Oligocene e il Miocene, circa 33 milioni di anni fa.

Il dente misurava 12 centimetri e occupava l'intera mano aperta del bambino. Solo facendo un paragone fra la grandezza dell'animale e quella del bambino potremmo avere un'idea di quanto dovesse essere grande un animale del genere. Alcuni studiano stimano che l'Otodus angustidens potesse essere più grande di 9 metri e un bambino al suo fianco non riuscirebbe neanche a superare l'enorme pinna caudale.

Nell'epoca in cui visse era uno dei tanti predatori in cima alla rete alimentare e si nutriva probabilmente dei progenitori di delfini, pinguini, balene e altri pesci preistorici. Un giacimento di fossili presente proprio in Carolina del Sud suggerisce che il colossale squalo utilizzasse quelle acque come area di nursery, ovvero una zona sicura in cui far crescere i propri piccoli, poiché l'89% dei denti trovati nell'area apparteneva a giovani, il 3% a neonati e l'8% ad adulti.

I più attenti e appassionati di squali preistorici avranno sicuramente pensato al famoso megalodonte (Otodus megalodon o Carcharocles megalodon), enorme squalo protagonista di numerosi film e serie televisive. In effetti, Otodus angustidens è un suo stretto parente di questo animale, anche lui un gigantesco predatore con denti enormi, vissuto dal Miocene al Pliocene tra 3,6 e 4 milioni di anni fa, il cui nome è tutto un programma: megalodon, infatti, deriva dal greco e significa appunto "grande dente".

In ogni caso, di questo e molti altri animali vissuti in quell'epoca si sa poco, motivo per cui è importante, una volta disseppellito tali tesori, destinarli a qualche collezione museale che possa datarli e custodirli. Questo è proprio il destino della maggior parte dei fossili rinvenuti a Palmetto Fossil Excursions che, secondo i proprietari del terreno, saranno destinati in futuro al Mace Brown Museum of Natural History, a Charleston, nella Carolina del Sud.

Il museo, quindi, dovrà aspettarsi un ingente carico di reperti paleontologici che comprende anche ossa di antichi trichechi, balene, beluga e delfini, tutti antichi di milioni di anni, reperti che sicuramente faranno felici numerosi paleontologi.