Se gabbiani e cinghiali sono ormai una presenza abituale per le strade di Roma, altrettanto non si può dire della gru coronata che martedì è stata avvistata in lungotevere degli Inventori, a pochi passi dal famoso Ponte Marconi, nell’omonimo quartiere.

L’uccello è stato ripreso da alcuni automobilisti che, nel vederlo aggirarsi incerto a bordo strada, si sono fermati. Il video è stato anche condiviso su Instagram dalla pagina Welcome to Favelas, che pubblica quotidianamente segnalazioni relative ai fatti più bizzarri che accadono nella Capitale. Nel caso di questa gru, in realtà, la spiegazione della sua presenza è più semplice di quanto possa sembrare: a pochi metri dal punto in cui è stata avvistata sorge infatti un piccolo bioparco che ospita, tra l’altro, anche alcune gru coronate.

È dunque altamente probabile che l’esemplare si sia soltanto allontanato e sia finito casualmente in strada, per essere poi recuperato poco dopo e riportato al sicuro. Una cosa simile era successa a luglio dello scorso anno a Tor Cervara, quando volta a scorrazzare tra le auto in sosta era stato un pavone, proveniente con tutta probabilità dal vicino parco della Cervelletta.

Il declino della popolazione di Gru coronata

La gru coronata grigia (Balearica regulorum), nota anche come gru coronata africana o gru dalla corona dorata, prende il nome dal ciuffo di piume dorate che le cingono il capo, e che assomigliano in tutto e per tutto a una corona. È originaria dell’Africa subsahariana, dove popola paludi d'acqua dolce, praterie umide o terreni asciutti vicino ai corsi d'acqua.

Questi uccelli vengono purtroppo spesso catturati, allevati e acquistati come animali ornamentali proprio per il loro aspetto esotico e costretti a vivere in cattività. Nel 2016 è stata inserita nella lista rossa dell’Iucn come specie in pericolo, e si stima che in natura vi siano tra i 17.700 e i 22.300 esemplari, una popolazione in diminuzione a causa della distruzione del suo habitat e anche per il commercio illegale.

«Le stime complessive suggeriscono che la popolazione globale della specie è diminuita da oltre 100.000 individui nel 1985 a 50.000-64.000 individui nel 2004 – spiegano dalla Iucn – Ciò implica che la specie potrebbe essere diminuita di oltre il 50% in 19 anni, e quando questi dati vengono elaborati sulla base di un periodo di 45 anni nel passato (1967-2012) o passato e futuro (1985-2030), assumono un andamento esponenziale , e il tasso di declino calcolato è di circa 65-79%. I declini sono attribuiti principalmente alla perdita e alla frammentazione dell'habitat e alla rimozione illegale di uccelli e uova dalla natura per il cibo, l'uso tradizionale, l'addomesticamento e il mercato del commercio illegale internazionale».