Un albatros può vivere tranquillamente per oltre 70 anni, la maggior parte di questi passati fianco a fianco col proprio partner della vita. Questi enormi uccelli marini sono infatti il simbolo indiscusso della fedeltà di coppia e della monogamia, che dura solitamente tutta la vita. Negli ultimi tempi qualcosa sta però mettendo in crisi "i matrimoni" e ancora una volta la colpa è dell'uomo. Secondo un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B tra le coppie di albatros sopracciglineri che vivono alle Falkland i divorzi stanno aumentando a causa dei cambiamenti climatici.

La vita di coppia degli albatros sopracciglineri

L’albatros sopracciglineri (Thalassarche melanophrys) vive nei freddi mari aperti circumpolare negli oceani meridionali
in foto: L’albatros sopracciglineri (Thalassarche melanophrys) vive nei freddi mari aperti circumpolare negli oceani meridionali

I ricercatori hanno  studiato per 15 anni una popolazione di circa 15.500 coppie di albatros sopracciglineri (Thalassarche melanophrys) alle isole Falkland. Questi uccelli sono grandi volatori e passano la maggior parte della loro vita in mare aperto. Raggiunta la maturità sessuale le coppie si frequentano per diversi anni prima di scegliersi e anche quando questo accade impiegano molto tempo prima di accoppiarsi, mettendo in scena per anni elaborati rituali rituali nuziali fatti di spettacolari "danze" e movimenti sincronizzati. La scelta del partner è quindi una questione molto seria e ponderata, ed è anche per questo che una volta trovato il compagno o la compagna della vita raramente ci si separa.

Tra le coppie di albatros infatti il tasso di divorzi è mediamente molto basso, e avviene solitamente in meno del 3% delle coppie. La ragione principale delle separazioni è legata soprattutto alle difficoltà nell'allevare i propri pulli. Se le uova non si schiudono o se i piccoli muoiono per qualche ragione, allora forse vale la pena provare a riprodursi con qualcun altro. Tuttavia non necessariamente le difficoltà riproduttive dipendono dalle scarse capacità genitoriali del partner, ma possono essere influenzate anche dalle condizioni ambientali. Dalle osservazioni raccolte dagli studiosi negli ultimi anni i divorzi sembrano essere nettamente in aumento e molto più altalenanti, con un percentuale che può arrivare fino all'8% delle coppie.

L'aumento delle temperature mette in crisi "i matrimoni"

Si riproducono in colonie su isole disabitate e ogni coppia depone un singolo uovo. Il pullo può impiegare anche 130 giorni prima di involarsi e raggiungere l’indipendenza
in foto: Si riproducono in colonie su isole disabitate e ogni coppia depone un singolo uovo. Il pullo può impiegare anche 130 giorni prima di involarsi e raggiungere l’indipendenza

I ricercatori hanno quindi provato a confrontare i dati meteorologici e ambientali col numero delle separazioni, trovando un aumento delle divisioni proprio nei periodi in cui le temperature del mare sono aumentate. Quando la superficie dell'acqua è troppo calda, infatti, non si mescola bene con con quella più fredda sottostante e questo porta a un minor numero di nutrienti che arriva in superficie, dove gli uccelli si alimentano. Il risultato è quindi un aumento della fame che, ovviamente, ha pesanti conseguenze sulla produzione delle uova e sulla sopravvivenza dei piccoli.

La scarsità di cibo porta quindi spesso gli albatros ad abbandonare l'uovo o il pullo, convincendo l'altro a separarsi dal proprio partner. L'instabilità delle condizioni meteorologiche e ambientali influenzano quindi direttamente il successo riproduttivo degli albatros sopracciglineri e di conseguenza anche il numero di divorzi. I ricercatori avvertono che con un Pianeta sempre più caldo a causa dei cambiamenti climatici lo stress di coppia influenzato dalle condizioni ambientali difficili non potrà che aumentare nei prossimi anni.

Quasi tutte le popolazioni delle circa 20 specie di albatros riconosciute sono già in forte calo numerico, con un declino di circa il 5-10% ogni anno causato soprattutto dall'inquinamento da plastica e dalle catture accidentali nelle reti e negli ami da pesca. Con l'aumento dei divorzi causati dalla crisi climatica si rischia di aggravare ulteriormente questa situazione, rendendo le specie ancora più vulnerabili e a rischio estinzione.