Nonostante i serpenti non godano sempre di una buona reputazione, dato il loro aspetto strisciante e il carattere apparentemente freddo e poco desideroso di interagire con gli altri, riservano molte sorprese e sono davvero affascinanti. Una nuova ricerca pubblicata recentemente su Behavioral Ecology and Sociobiologycambia radicalmente le carte in tavola mostrandoci come anche a loro piaccia creare delle amicizie, formare dei gruppetti, e siano dotati di differenti personalità. Lo studio si è soffermato sul serpente giarrettiera orientale (Thamnophis sirtalis sirtalis), una sottospecie diffusa in Nord America orientale.

Lo studio: i serpenti mostrano preferenze sociali

I ricercatori hanno sottoposto 40 esemplari giovani di serpente giarrettiera orientale a un esperimento per testarne le preferenze sociali. Gli individui sono stati prima segnati con dei puntini colorati sulla testa per renderli identificabili e poi inseriti in gruppi di 10, di sesso misto, in una teca con quattro tane. Dato che le tane erano in numero limitato rispetto agli individui, i serpenti erano costretti a formare dei gruppetti e scegliere, nel caso, con chi associarsi. Successivamente il team ha videoregistrato e fotografato per otto giorni il comportamento dei serpenti nella teca, tracciandone i movimenti, la composizione dei gruppi e la modalità di raggruppamento. Due volte al giorno inoltre, i serpenti venivano tolti dalla teca, e poi reinseriti all'interno dopo averla pulita e eliminato gli odori, con disposizioni diverse da quelle iniziali per capire come si riassociavano.

Il comportamento è stato sorprendente: i serpenti infatti non sono rimasti nella posizione in cui erano stati rinseriti ma, al contrario, hanno ricercato gli individui con cui si erano associati precedentemente, ricomponendo i gruppetti originali e mostrando quindi una netta preferenza sociale per alcuni esemplari rispetto ad altri. Infine, i ricercatori hanno anche valutato la personalità dei serpenti: li hanno collocati individualmente all'interno di una tana e hanno osservato se uscivano a perlustrare l'esterno, i cosiddetti coraggiosi, o se a mettere il capo fuori dalla tana non ci pensavano nemmeno, i cosiddetti timidi. Osservandone poi il comportamento di gruppo si sono accorti che queste differenze di personalità svanivano, un po' come se agisse su di loro una sorta di effetto gregge, lo stesso che vale per gli umani quando, in situazioni di confusione, tendono a seguire gli altri che presumibilmente sanno dove andare.

I serpenti giarrettiera orientali scelgono con chi stare

Questa ricerca mostra che i serpenti hanno un repertorio e una cognizione sociale molto più complessa di quanto si possa immaginare. Oltre a riuscire a riconoscersi e a distinguere gli uni dagli altri, suggeriscono i ricercatori, i serpenti nello studio mostrano una ricerca attiva dell'interazione sociale, una preferenza per gruppi più grandi e si aggregano con individui specifici, comportamento che potrebbero mostrare anche in natura e probabilmente non limitato solo a questo gruppo direttili. I fattori che influenzano la formazione dei legami sono collegati alla personalità: gli individui più audaci erano infatti anche quelli più solitari. Il team suggerisce che i coraggiosi sacrificano i vantaggi del gruppo e della tana sicura per dare priorità alle risorse alimentari e danno quindi l'impressione di essere meno sociali. Inoltre, non c'erano preferenze di aggregazioni con il sesso opposto e quindi si esclude la possibilità che la scelta dell'amico sia dovuta a motivi riproduttivi.  I ricercatori suggeriscono infine che i benefici dello stare insieme possono derivare dal vantaggio nella difesa contro i predatori o nel mantenersi al calduccio, come quando si arrotolano l'uno sull'altro. Ulteriori studi in natura potranno fare maggiormente luce sulle amicizie di questi affascinanti e a volte, ingiustamente temuti, animali.

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