«Cosa ho imparato da Ailo? Che se con la telecamera riprendi un leone, sai per certo come andrà a finire la storia. Al contrario con animali come le renne, non lo saprai fino all'ultimo. Perché devi imparare ad aspettare. Come quando riprendi un bambino, quando hai a che fare con alcuni animali devi avere la stessa pazienza».

Lo ha raccontato il regista biologo Guillaume Maidatchevsky all’uscita, nel 2019, del film documentario “Ailo – Un’avventura tra i ghiacci” che andrà in onda oggi in prima serata, notte di vigilia, su Rai 1 e che ha il non facile compito di parlare al pubblico del mondo delle Renne (Rangifer tarandus), straordinari mammiferi poco noti al pubblico, se non quando si parla di Babbo Natale.

Dalla nascita di Ailo fino al compimento del primo anno di età, il docufilm diventa lo spunto per raccontare l’impatto devastante del cambiamento climatico che sta colpendo un meraviglioso angolo di mondo, la Lapponia, attraverso, per esempio, il dramma della mamma renna che partorisce prematuramente il piccolo Ailo proprio a causa della differenza di temperatura percepita che l’ha portata prima al travaglio.

Un cambiamento climatico che ha portato uno tra i più resistenti dei cervidi e uno tra i mammiferi più stoici al mondo, a essere inserito nella lista rossa del rischio di estinzione dell’Iunc, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, come “Vulnerabile”.

Quello che si fa con Ailo è un percorso alla scoperta di strepitosi paesaggi, attraverso le immagini raccolte in sedici mesi che mostrano il cucciolo che cresce e impara ad affrontare con coraggio i pericoli della natura e a superare le sfide alla scoperta del mondo.

La storia reale, vista con gli occhi del biologo, delle conseguenze che l’attività umana sta provocando all’ambiente e al regno animale, raccontata però con il tono giocoso di Fabio Volo, che dà la voce a Ailo e che, senza cadere in quel pedagogismo ambientalista del «non è bello quello che gli esseri umani fanno al pianeta e agli animali», stimola lo spettatore a proteggere l’ambiente meravigliandolo. La presa di coscienza dei bambini, in chi avverrà, sarà perché si affezioneranno ad Ailo, all’ermellino e al ghiottone e penseranno che se dovessero sparire sarebbe davvero un gran peccato.

«Se spero che avremo ancora una chance per salvare il mondo?», dice il regista. «Assolutamente. È per questo che continuo a fare questo genere di film. Bisogna essere ottimisti, sono certo che troveremo una soluzione. L’unico modo è unirci, tutti, per lo stesso scopo».

Le renne non esistono solo a Natale

Le renne  (Rangifer tarandus) sono a rischio estinzione. Più della metà della popolazione di questa specie di cervidi, che vive negli ecosistemi di taiga e tundra dell’emisfero nord del pianeta, è scomparsa durante il ventunesimo secolo, a causa della caccia e dell’aumento di predatori e, ora più che mai,  dell'impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità. Tanto da diventare una specie gravemente minacciata ed essere inserita nella lista rossa del rischio di estinzione dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura come “Vulnerabile”.

Le renne sono animali straordinari: il loro corpo sembra essere stato progettato scientificamente per sopportare le condizioni climatiche più estreme. Il naso riesce a riscaldare l’aria prima di arrivare ai polmoni, mentre il pelo permette loro di sopportare anche le temperature più rigide.

Incredibili gli occhi, che cambiano colore a seconda della stagione e le bellissime corna, o palchi. Le renne sono gli unici mammiferi che le cambiano ogni anno: dopo averle perse, infatti, si rigenerano a una velocità impressionante, crescendo di circa 2 centimetri al giorno.

Ma tutto questo, purtroppo non servirà a salvarle senza mettere in atto una reale strategia per evitare che spariscano del tutto. Negli ultimi dieci anni, giusto per dare l'idea, a causa del cambiamento atmosferico, ne sono morte circa ottantamila, il 22% di tutti gli esemplari che vivono nella Siberia del Nord.