L'anno scorso abbiamo lanciato su Kodami una campagna di informazione e comunicazione che abbiamo chiamato "Vacanza bestiale" per sensibilizzare sul tema dell'abbandono estivo. “Bestiale” lo avevamo inteso in due accezioni, positiva e negativa, chiedendo ai nostri lettori: "che tipo di vacanza vuoi che sia per te e il tuo animale?".

L'estate scorsa abbiamo puntato su entrambe le chiavi di lettura, invece quest’anno abbiamo deciso di focalizzarci su un'idea che non temiamo di definire rivoluzionaria perché, in fondo, così semplice in realtà da realizzare: adottate d'estate! Non esiste periodo migliore, credeteci, per scoprire quanto è straordinario trascorrere le vacanze e la vita insieme a un compagno animale.

Non siamo impazziti: lo vedo quel punto interrogativo sul volto di chi sta leggendo e che sta pensando quanto sia difficile, ancora, andare da qualche parte portando con sé l'animale di famiglia. Ma in realtà abbiamo analizzato i dati e visto che questo timore è determinato più da una scarsa conoscenza della quantità di strutture ricettive che si sono invece adeguate a una crescente richiesta: la maggioranza degli italiani che già vive con un cane e un gatto ormai chiede espressamente a chi ospita che si accetti l'animale, pena la non conclusione della negoziazione.

Fate una controprova, basta poco: il numero di alberghi, b&b e privati che offrono ospitalità a tutti i membri della famiglia, animale incluso, è davvero alto su qualsiasi sito vorrete consultare. Al massimo quello che inizia a scarseggiare è la disponibilità in generale, visto che veniamo da due anni di pandemia e quest'estate del 2022 il desiderio di svagarsi è ancora più forte di prima.

Altro elemento che ci ha portato a promuovere una campagna di informazione e comunicazione in cui pubblicheremo testi, video e materiale a supporto di chi ha già un animale con sé e appunto cerca soluzioni per spostarsi insieme e chi, soprattutto, deciderà di adottare un cane di canile è un dato di fatto importante: farlo d'estate è un ottimo momento per instaurare una relazione sana. Perché? Semplicemente perché abbiamo del tempo da dedicare al nuovo arrivato, siamo in ferie a rilassarci e non dobbiamo pensare al lavoro, agli impegni quotidiani e l'inserimento di un altro individuo nel nucleo familiare può avvenire senza stress in un contesto in cui tutti i componenti sono nell'animo giusto per un'adeguata accoglienza.

Pensateci: avete tempo per abituarvi l'uno all'altro, per conoscervi senza fretta e senza pressioni esterne. Avete tempo per andare in un canile e programmare il futuro insieme e la prima avventura che vivrete sarà quella di una vacanza, secondo un ritmo più naturale, imposto dai desideri e bisogni vostri e del cane che avete scelto.

Ecco, il primo passo allora è proprio quello se l'idea di adottare un cane in generale e farlo d'estate vi sta balenando in testa: cercate i canili della vostra zona e rivolgetevi ai volontari e agli educatori che operano lì. Pensateci: un atto del genere rivoluzionerebbe completamente lo scenario desolante che invece viene raccontato sistematicamente ogni anno di questi tempi e che qui su Kodami, comunque, vogliamo ricordare.

Investire in campagne di informazione: da questo passa il cambio di cultura necessario perché in Italia si arrivi all'anno zero degli abbandoni

L'ultimo aggiornamento risale al 10 dicembre 2021 e comunque fotografa una situazione risalente all'anno precedente. Il Ministero della Salute continua a essere indietro rispetto alla realtà e a non riuscire ad essere ciò che dovrebbe essere: un collettore di informazioni che sono a carico delle singole Regioni che hanno l'obbligo di fornire i dati allo Stato centrale. L'Italia dei canili è così ancora, un puzzle in cui mancano dei pezzi che sono degli individui costretti dietro le sbarre dei box in tutto lo Stivale. E all'alba di una nuova estate in cui dovremo continuare a parlare della piaga dell'abbandono, un argomento che sta evidentemente poco a cuore di chi ci governa.

Gli unici dati ufficiali a livello centrale, infatti, sono quelli che appaiono nella sezione dedicata del sito del Ministero della Salute intitolata "Dati regionali sul randagismo". La "grande novità" apparsa appunto pochi mesi fa, dopo anni di vuoto comunicativo, è che finalmente la Regione Calabria e la Regione Sicilia hanno inviato i loro "numeri". Ovvero il numero dei loro cani, soggetti che per diversi motivi (accalappiamenti dai territori, abbandoni, cessioni di proprietà, maltrattamenti, sequestri e così via) sono oggi condannati a una vita di prigionia in assenza soprattutto di campagne di informazione efficaci che portino le persone a scegliere di vivere con un cane che nella maggior parte dei casi rimarrà vita natural durante confinato in pochi metri di cemento.

Prima del dicembre 2021, come spiegavamo anche nelle nostre video inchieste "Staffette: dall'amore al business" e "Abbandono: il patto tradito", le due Regioni non avevano provveduto a fotografare le loro realtà e oggi questi dati ci raccontano ancora di pochi casi virtuosi su tutto il territorio nazionale in cui viene applicato ciò che è previsto dalla normativa nazionale: "Le regioni sono tenute, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie, che operano in ambito regionale, ad adottare un programma di prevenzione del randagismo. Il programma deve prevedere interventi di informazione, anche nelle scuole, e corsi di formazione per chi opera nei servizi veterinari".

Eppure i soldi che vengono dati per la gestione del randagismo non sono pochi (nemmeno tanti allo stesso tempo…) ma più che altro bisognerebbe chiedersi dove vanno a finire e come vengono gestiti: un milione di euro nel 2019 e idem nel 2020, volendo giusto guardare agli ultimi due anni di cui si ha contezza sempre attraverso il sito del Ministero, che spiega chiaramente invece come avviene la ripartizione:

  • 40% viene ripartito in quote di pari entità tra le Regioni sulla base dell'attivazione della banca dati regionale dell'anagrafe canina in riferimento alla consultabilità per via telematica. Per la Regione Trentino Alto Adige, la ripartizione delle quote spettanti sarà attribuita, per un pari importo, alle province autonome di Trento e Bolzano;
  • 30% viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base alla consistenza della popolazione dei cani e dei gatti con riferimento al numero di ingressi nei canili sanitari e nei gattili;
  • 30% viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base alla popolazione umana.

Una rapida occhiata alla tabella ufficiale sulle presenze degli animali nelle singole regioni, comunque, ci fa vedere il numero degli ingressi e delle uscite ma anche se si notano alcuni progressi sul numero di adozioni da canili, il ripetersi di casi di abbandono è già iniziato e siamo appena a inizio giugno 2022.

Vivi una Vacanza Bestiale e, soprattutto, raccontacela!

Cambiamo il mondo! Sì, possiamo farlo. Lo so, dopo quanto appena letto può rimanere l'amaro in bocca e sarebbe utopistico pensare che questo articolo, la nostra campagna e tutto il lavoro che con impegno viene svolto da tante associazioni serie sul territorio nazionale per dissuadere dall'abbandono vada a colpire chi è già lì fuori a legare il cane di famiglia a un palo o a mollarlo al "solito autogrill".

Siamo però sempre di più ad avere rispetto e cura nella convivenza con gli animali domestici e le cose cambiano quando il messaggio diventa collettivamente condiviso e, soprattutto, si lavora in sinergia perché la prevenzione diventi l'arma più efficace per un futuro in cui non ci siano più adozioni o acquisti inconsapevoli.

Ad oggi ancora la parola fine non la possiamo scrivere alla piaga dell'abbandono ma le vostre testimonianze che aspettiamo "a braccia aperte" (foto, video e racconti da condividere attraverso i nostri account su Facebook, Instagram, YouTube e TikTok oltreché sul sito di Kodami) sul vivere una Vacanza Bestiale fatta di condivisione di divertimento e relax sicuramente possono aiutare. A cosa? A raccontare un'Italia che esiste e che un domani potrebbe essere fatta di adulti che un tempo sono stati bambini già consapevoli e responsabili, come i protagonisti dell'esperimento sociale nel video contro l'abbandono realizzato per Kodami dal direttore creativo di CiaoPeople, Luca Iavarone, con il suo team.

Un Italia presente e futura, dunque, che testimonia attivamente che il passaggio dalla gabbia a una spiaggia non è così difficile come purtroppo, ancora, alcuni pensano.