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Etologa

L'elenco che segue è un omaggio alle innumerevoli curiosità sugli animali. Oltre 5 milioni di specie popolano il regno animale e, con le loro più disparate forme, gli incredibili colori e le sorprendenti strategie comportamentali, lo trasformano in un vero e proprio pozzo delle meraviglie. Tante sono già state scoperte e spiegate, ma chissà quante ancora ne restano, che non siamo riusciti a svelare. Qui cominciamo a snocciolarne una decina, alcune delle quali – sono certa – vi lasceranno stupefatti.

1. Orecchie da…coniglio

Le orecchie dei conigli sono davvero molto grandi, occupano infatti circa il 12% della loro superficie corporea. I padiglioni auricolari così grandi permettono l’amplificazione e la localizzazione dei suoni, fornendo a questi soffici mammiferi un senso dell'udito molto acuto, oltre ad aiutarli nella termoregolazione.

2. L’animale più antico

La più antica specie esistente è il gambero girino, Triops cancriformis, un piccolo crostaceo d'acqua dolce appartenente all’ordine Notostraca, che vive in laghi, stagni e piscine temporanee, nelle regioni aride dell'Eurasia e del Nord Africa. È definito comunemente “fossile vivente” perché assomiglia moltissimo ai fossili di gamberi girino vissuti 250 milioni di anni, nell'era precedente ai dinosauri. Nonostante l’aspetto fisico, però, sembra che la specie dei giorni nostri si sia evoluta molto più recentemente, meno di 25 milioni di anni fa.

3. I furetti amano i giocattoli che suonano

I furetti adulti adorano i giochi che squittiscono, probabilmente perché sentono meglio i suoni ad alta frequenza, compresa tra 8 a 12 kHz. Ciò permette loro anche sintonizzarsi bene coi richiami dei piccoli, i cui canali uditivi si aprono solo 32 giorni dopo la nascita e, per questo, nelle prime 4 settimane di vita essi producono suoni eccezionalmente forti e penetranti.

4. L’accoppiamento più lungo

Forse non è il più lungo in assoluto, ma sale sul podio sicuramente: stiamo parlando della mosca del letame (Scatophaga stercoraria), il cui atto sessuale dura ben 41 minuti. Davvero sorprendente! Una possibile spiegazione è che questa specie, per sopravvivere, punti sull’ottimizzazione della fecondazione. A dircelo è un po’ tutto il comportamento sessuale delle mosche del letame. Quando arriva il momento di riprodursi, le femmine si posano sul letame fresco di vacca, dove trovano ad attenderle sciami di maschi pronti ad accoppiarsi. Al termine dell’accoppiamento, il maschio sorveglia la propria femmina fin quando non finisce di ovodeporre. Sapete perché? Perché se un altro maschio riesce ad accoppiarsi con la stessa femmina, sarà solo lo sperma del secondo a fecondare la maggior parte delle uova. Quindi il primo maschio, per garantirsi i diritti di paternità, la presidia fino alla fine, scontrandosi duramente con qualsiasi pretendente provi ad avvicinarsi a lei. E la poveretta, talvolta, finisce pure per essere letteralmente sommersa dal letame sollevato dai due maschi mentre lottano!

5. Gli animali fantasma

Il regno animale è pieno di fantasmi! Animali, cioè, che per sfuggire ai predatori riescono a rendersi trasparenti, fino a diventare quasi invisibili. La trasparenza è un fenomeno tipico degli abitanti degli ambienti marini pelagici, dove non si trovano nascondigli, come il polpo di vetro (Vitreledonella richardi), il siluro di vetro indiano (noto anche come pesce fantasma o oltretomba) (Kryptopterus bicirrhis) e il gamberetto pulitore diffuso nel Pacifico, che vive in simbiosi con gli anemoni (Periclimenes holthuisi). Si trovano comunque esempi di animali fantasma anche nelle acque dolci e in ambiente terrestre, che per diventare trasparenti modificano a livello nanostrutturale lo strato corporeo più esterno. Uno di questi meccanismi si osserva sulle ali di alcune falene, come Chephonodes hylas, che sono ricoperte di una serie uniforme di protuberanze submicroscopiche trasparenti.

Polpo di vetro
in foto: Polpo di vetro – credit Schmidt Ocean Institut

6. L’amante, sedotta e abbandonata, della balia nera

La balia nera (Ficedula hypoleuca) è un uccello passeriforme migratore, che sverna in Africa e nidifica in Europa da aprile a settembre. Il maschio sceglie il nido adatto, solitamente la cavità di un tronco, e poi canta per attirare la femmina. Quando questa ha deposto le uova, però, esso vola in un altro nido, ben lontano – anche qualche chilometro! – nel quale attrae una seconda femmina. Questa, ignara del fatto che l’uccelletto abbia un’altra compagna, per via della lontananza dei due luoghi di nidificazione, si concede, ma viene subito abbandonata, e lasciata sola a crescere le creature. Il maschio, infatti, di solito torna dalla prima femmina, per dedicarsi a tempo pieno ai suoi pulcini.

7. I porcellini d’India leccano il pet mate

Originari del Sud America, i porcellini d'India sono stati introdotti per la prima volta in Europa circa 400 anni fa. I porcellini d'India sono generalmente animali docili e gentili, e non è raro che lecchino i compagni umani in segno di affetto e di accettazione. Anche in situazioni di stress, come ad esempio quando vengono visitati dal veterinario, il porcellino d'India spesso lecca il suo pet mate, per trovare conforto e rassicurante familiarità.

8. La forma della pupilla cambia con lo stile di vita

A meno che non vivano nelle grotte o sul fondo del mare, gli animali diurni devono fare i conti con livelli di illuminazione che variano durante il giorno. Nel loro occhio hanno una struttura, l’iride, che serve proprio a ridurre la luce che raggiunge la retina nelle ore più luminose, e ad aumentarla quando cala il buio. L’iride è controllata da un piccolo muscolo circolare, ed ecco perché la sua apertura, ossia la pupilla, in questi animali è rotonda. La pupilla rotonda è perfetta per gli animali diurni che vedono i colori, perché aumenta la profondità della messa a fuoco delle immagini, ma non si può chiudere completamente. Gli animali crepuscolari e notturni, che mantengono anche una certa attività diurna, hanno la pupilla a fessura, che può essere aperta completamente per far passare la massima quantità di luce durante la notte, e quasi del tutto chiusa durante il giorno. La fessura è verticale o orizzontale a seconda del campo visivo dell'animale: gli abitanti delle foreste, come il serpente notturno arboreo del Messico (Trimorphodon), che devono guardare in alto e in basso, hanno fessure verticali, mentre gli animali che vivono nelle pianure aperte, come i cavalli, i cammelli e le capre, di solito hanno fessure orizzontali. Poi c’è la seppia comune, quel mollusco cefalopode della famiglia Sepiidae molto diffuso anche nel mar Mediterraneo (Sepia officinalis), che ha la pupilla a forma di doppiavù (“W”), in grado di aprirsi e chiudersi molto velocemente.

9. Strategie per lasciare il proprio profumo

Il rilascio di segnali chimici è il più antico sistema di comunicazione degli animali. Una delle strategie più frequenti è la diffusione del proprio odore attraverso il pelo. Ad esempio, il maschio di antilope saiga, o antilope delle steppe (Saiga tatarica), nota ai più per il caratteristico naso a forma di proboscide, sviluppa un ciuffo di peli sotto l'occhio, che probabilmente diffonde i feromoni secreti dalla ghiandola preorbitale.

10. Cattive madri

Le cronache scientifiche riportano casi non rari di infanticidio perpetrato dalla madre. Nei topi, ad esempio, le madri di nidiate numerose uc­cidono i piccoli più deboli, per garantire la sopravvivenza degli altri. In cattività, se il topo maschio di un territorio viene rimpiazzato da un soggetto più domi­nante, la femmina già gravida abortisce volontariamen­te per potersi accoppiare subito con il nuovo maschio. Questo fenomeno è stato osservato anche nelle cavalle domestiche e nelle femmine di babbuini Gelada (Theropithecus gela­da).

Bibliografia

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