La foto vincitrice della sezione Ambiente del World Press Photo 2021 (credits:@RalphPace per WPP)
in foto: La foto vincitrice della sezione Ambiente del World Press Photo 2021 (credits:@RalphPace per WPP)

Un leone marino nuota come ipnotizzato da una mascherina anticovid nelle acque smeraldine di Monterey in California. In questa foto, vincitrice per la sezione Ambiente del World Press Photo 2021, c’è il dramma che ha sconvolto un intero pianeta, osservato con gli occhi di chi non può difendersi: gli animali. Grazie al riconoscimento dedicato al miglior giornalismo visivo dell’ultimo anno che prevede la premiazione di immagini e storie in otto categorie, ogni dodici mesi il mondo degli altri esseri viventi diventa protagonista di due sezioni, ambiente e natura, raccontandoci ogni volta il pianeta con lo sguardo dei suoi abitanti non umani.

World Press Photo 2021: il leone marino di Ralph Pace vincitore della sezione Ambiente

Per partecipare a questa competizione, e vincere un riconoscimento tra i più ambiti nel mondo della fotografia mondiale, quest’anno 4.315 fotografi da 130 paesi hanno inserito 74.470 immagini e, a causa del Covid  19, le valutazioni delle sette giurie specializzate e della giuria generale si sono svolte esclusivamente on line. Tra tutte queste foto quella del curioso leone marino della California che nuota verso una maschera facciale presso il sito di immersione Breakwater a Monterey, negli Stati Uniti californiani, ha vinto il primo premio delle foto singole per la sezione Ambiente. L’autore, il fotografo Ralph Pace, è riuscito contemporaneamente a raccontarci che anche in California, come in Italia, a causa del Covid le attività all’aria aperta sono diventate il lusso che tutti vogliono permettersi ma, soprattutto, che la produzione e la dispersione di mascherine per proteggersi dal virus, e obbligatorie anche all’aperto in molti paesi, rischia di innescare un processo distruttivo della natura senza precedenti. Secondo la BBC «ogni mese durante la pandemia vengono utilizzati circa 129 miliardi di maschere usa e getta e 65 miliardi di guanti usa e getta. Tali dispositivi di protezione individuale (DPI) possono essere scambiati per cibo da uccelli, pesci, mammiferi marini e altri animali. I DPI contengono anche plastica e quindi contribuiscono agli otto milioni di tonnellate di plastica che finiscono negli oceani ogni anno. Secondo World Animal Protection, ogni anno circa 136.000 foche, leoni marini e balene muoiono per imprigionamento nella plastica».

Aitor Garmendia e gli angoscianti maiali degli allevamenti intensivi

Gabbie di gestazione anguste per i maiali da allevamento intensivo denunciate da Aitor Garmendia (credits:@AitorGarmendia per WPP)
in foto: Gabbie di gestazione anguste per i maiali da allevamento intensivo denunciate da Aitor Garmendia (credits:@AitorGarmendia per WPP)

Angoscianti le dieci immagini del fotoservizio di Aitor GarmendiaThe Pig Factory of Europe”, terzo premio della sezione Ambiente. Scattate durante una serie di incursioni notturne all’interno di un allevamento intensivo di maiali in Spagna, le fotografie testimoniano quanto affermato dalle associazioni animaliste: pratiche come il taglio della coda di routine e le gabbie a gestazione stretta per le scrofe costituiscono un abuso sugli animali e il dolore e la sofferenza degli animali sono diffusi, malgrado gli standard di sostenibilità, biosicurezza e sicurezza alimentare imposti dall’Unione Europea che produce grandi quantità di carne. Soltanto l’Europa infatti nel suo insieme consuma circa 20 milioni di tonnellate di carne di maiale all'anno ed esporta circa il 13% della sua produzione totale, principalmente in Asia orientale, in particolare in Cina. Le foto, drammatiche, raccontano invece di sporcizia, animali malati e disorientati con infezioni agli occhi e ascessi mostruosi, gabbie di gestazione che costringono le scrofe ad allattare in una feroce immobilità che si protrae per tutto l’allattamento e cioè fino a 28 giorni, e container che contengono i maiali morti oltre ogni sicurezza igienica.

Ami Vitale e il salvataggio della giraffa incappucciata

Tra le precauzioni prese per il trasporto di 9 giraffe in Kenya, anche un cappuccio sulla testa (credits:@AmiVitale per CNN)
in foto: Tra le precauzioni prese per il trasporto di 9 giraffe in Kenya, anche un cappuccio sulla testa (credits:@AmiVitale per CNN)

Testimonia invece un insolito salvataggio la foto della pluripremiata fotografa Ami Vitale (per CNN), vera e propria icona del reportage naturalistico. Premiato con il primo premio per la sezione Natura lo scatto che riprende una giraffa Rothschild (Giraffa camelopardalis rothschildi) mentre viene trasportata in salvo su una chiatta costruita su misura da un'isola allagata di Longicharo, il lago Baringo, nel Kenya occidentale. Le Rothschild sono una sottospecie della giraffa settentrionale, sono classificate come in via di estinzione e possono crescere fino a sei metri di altezza. Questo particolare complica molto le cose quando si tratta, come in questo caso, di metterle in salvo dalle inondazioni intense del 2019 che le hanno arenate nell’isola di Longicharo, in Kenya, che era una volta una penisola ma con l'aumento del livello dell'acqua nel lago Baringo si è trasformata in un'isola. Per trasportare nove esemplari in un santuario nella riserva di Ruko sulle rive del lago, la comunità locale e un gruppo di ambientalisti del Kenya Wildlife Service, del Northern Rangelands Truste di Save Giraffes Now, hanno costruito una chiatta e trasportato gli animali, conducendoli con delle funi. Ma prima, come racconta la foto della Vitale, hanno dovuto incappucciarle perché, a causa della loro altezza e della loro conformazione, tranquillizzarle con i farmaci può risultare molto pericoloso.

Carlton Ward Jr. e la pantera della Florida e la sua ricerca di territorio

Una pantera della Florida mentre cerca di superare un recinto alla ricerca di territorio dove vivere e cacciare (credits: @CarltonWardJr per WPP)
in foto: Una pantera della Florida mentre cerca di superare un recinto alla ricerca di territorio dove vivere e cacciare (credits: @CarltonWardJr per WPP)

Torna sul problema del territorio conteso tra uomini e animali selvatici, la foto di Carlton Ward Jr. che ha vinto il secondo premio della sezione Natura. “Il sentiero della pantera”, infatti, mostra un esemplare di di pantera femmina della Florida che si insinua attraverso una recinzione tra l’Audubon's Corkscrew Swamp Sanctuary e un adiacente allevamento di bestiame, a Naples, in Florida, mentre il suo cucciolo si trascina dietro di lei. Secondo l'US Fish and Wildlife Service, questa specie di puma rappresenta l'unica popolazione riproduttiva nota negli Stati Uniti orientali. «Dichiarate a rischio di estinzione nel 1967, le pantere della Florida stanno gradualmente tornando alla ribalta, passando da meno di 20 negli anni '70 a più di 200 oggi. Le pantere della Florida si nutrono principalmente di cervi dalla coda bianca e maiali selvatici, ma anche di mammiferi più piccoli come procioni, armadilli e conigli». Ma  il dato impressionante è che una pantera ha bisogno di 500 chilometri quadrati in natura per vagare e cacciare. Ecco perché la rapida crescita della popolazione della Florida, che ogni anno gli sottrae un habitat di circa 400 chilometri quadrati, si sta trasformando in un problema per la pacifica coabitazione di entrambe le specie.

Jaime Culebras e le uova della rana di vetro (trasparente)

Le uova della rana trasparente di Jaime Culebras (credits:@JaimeCulebras per WPP)
in foto: Le uova della rana trasparente di Jaime Culebras (credits:@JaimeCulebras per WPP)

L’ultimo racconto fotografico dal mondo animale premiato con il terzo premio della sezione Natura del World Press Photo 2021, arriva dalla foresta pluviale tropicale andina dove Jaime Culebras è riuscito a fotografare le uova di una rana di vetro di Wiley, Nymphargus wileyi, appese sulla punta di una foglia di un albero, vicino alla stazione biologica di Yanayacu, in Ecuador. «Le femmine depositano le uova in una massa gelatinosa sulla superficie dorsale delle foglie sospese sopra i ruscelli, vicino alla punta – spiega la didascalia del WPP – . Un maschio può fertilizzare fino a quattro covate di uova in una stagione riproduttiva. Gli embrioni biancastri, tra i 19 e i 28 per covata, si svilupperanno per alcuni giorni fino a quando non saranno pronti a cadere in acqua per continuare la loro metamorfosi». L’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ritiene che circa il 40% di tutti gli anfibi conosciuti sulla terra è minacciato, poiché non si sa abbastanza sulle specie che sono considerate “carenti di dati”. La foto incredibile, un microcosmo di vita sulla piccola superficie di una foglia, racconta quindi qualcosa di più sulle minuscole rane di vetro di Wiley, famose per la loro pancia trasparente che permette di osservare il piccolo cuoricino che batte.