Paul Watson fondatore di Sea Shepherd e protagonista del fim Watson in arrivo nelle sale italiane
in foto: Paul Watson fondatore di Sea Shepherd e protagonista del fim Watson in arrivo nelle sale italiane

È l’ecopirata (buono) più famoso del Pianeta. Colui che ha scelto di difendere le balene contro chi le uccide insanguinando le acque degli oceani, innalzando come vessillo una bandiera nera che evoca i pirati e le loro azioni di guerriglia marina, scegliendo di essere «un pirata della compassione contro chi è invece un pirata del profitto».

Paul Watson, fondatore dell’associazione ambientalista e animalista Sea Shepherd, è il protagonista del film “Watson” del regista Lesley Chilcott che arriva nelle sale cinematografiche italiane. Novantanove minuti di racconto emozionante e coinvolgente che riguarda e racconta le lotte senza quartiere del settantunenne canadese che Kodami ha potuto vedere in anteprima e di cui vi mostra il trailer. Prodotto nel 2019 da Local Hero, Participant, Terra Mater Factual Studios, Watson sarà soltanto nei cinema perché non avrà una distribuzione su altre piattaforme.

Andrea Morello di Sea Shepherd Italia: «Capace di rischiare la vita pur di salvare anche una sola balena. Eroe e modello per tutti»

«Se l’oceano muore, moriamo tutti». E' il mantra di questo affascinante guerriero moderno che negli anni non si è tirato indietro di fronte a nessuna battaglia, anche a costo di rischiare in prima persona. «Un esempio di eroe da seguire – commenta Andrea Morello fondatore dal 2010 della costola italiana di Sea Shepherd che racconta di aver scelto l’associazione ambientalista proprio per il modello rappresentato da Watson – mi ha ispirato e mi ispira tutt’oggi. Una persona capace di rischiare la sua vita per salvare anche una sola balena. Che ha dedicato la sua intelligenza e la sua scaltrezza alla difesa degli animali. Quando nel 2010 arrivò in Italia per una campagna che portò alla liberazione di un centinaio di tonni rossi davanti alle coste della Libia, organizzammo un’accoglienza in cui riuscimmo a coinvolgere anche Enzo Maiorca, il famosissimo recordman italiano di apnea, che da allora è diventato sostenitore di Sea Shepherd e vero e proprio punto di riferimento per le nostre lotte».

Un’immagine di Paul Watson dal film distribuito dalla Mescalito Film
in foto: Un’immagine di Paul Watson dal film distribuito dalla Mescalito Film

Il film, serrato e coinvolgente, alterna straordinarie immagini girate nelle profondità dei mari di tutto il mondo a movimentati momenti di vere e proprie battaglie tra navi di grandissime dimensioni e gommoni che gli si parano davanti per impedirgli di portare a termine la pesca.

Il "metodo Watson", infatti, fu proprio questo. Mettere il proprio corpo, fisicamente, a difesa degli indifesi. La prima volta che lo fa, scopriamo grazie al film, fu  nel 1969 quando si oppone ai test nucleari ad Amchitka, un’isola vulcanica nell’Alaska sud occidentale popolata da un altissimo numero di foche.  Sea Shepherd non esisteva ancora, Paul Watson iniziava a combattere le sue battaglie circondato dagli amici che sarebbero diventati con lui i fondatori di Greenpeace, fino a quando le differenze di vedute su come condurre quelle battaglie li avrebbe portati a prendere strade radicalmente opposte.

La nascita di Greenpeace e i contrasti sul metodo della lotta, fino alla fondazione di Sea Shepherd

La locandina del film
in foto: La locandina del film

I contrasti con Greenpeace e la profonda delusione (Watson parla di “tradimento”) rispetto alle modalità di lotta, sono a lungo analizzate nel film. Le sue azioni intense, provocatorie, a limite della violenza, come il legarsi ad una fune pendente da un peschereccio che trasportava pelli di foche uccise nel tentativo di bloccarlo e rischiando di morire assiderato in acqua, lo mettono in contrasto aperto, diretto con gli altri componenti del gruppo. Pat Moore, allora presidente di Greenpeace inizia ad accusarlo di azioni troppo violente fino a costringerlo a lasciare l’associazione. «La cosa migliore che potesse accadermi», commenta Watson nel film. «Noi siamo un’organizzazione di protesta e prendiamo di mira le azioni di pesca illegale – spiega nella lunga intervista che scandisce le immagini – se dobbiamo speronare, lo faremo! L’approccio di Greenpeace era quello di appendere striscioni, scattare foto e documentare. Io non potevo farlo perché penso sia un atteggiamento molto vigliacco».

L'infanzia difficile, le fughe da casa e la scelta dell'attivismo fino a diventare un ricercato dell'Interpol

Una bellissima immagine dal film "Watson"
in foto: Una bellissima immagine dal film "Watson"

Un’infanzia difficile con un padre violento, le fughe dalla casa di Toronto, dove è costretto a tornare a vivere dopo la morte della madre, l’amore per gli animali e la passione per l'attivismo. Paul Watson, nel film, si racconta senza interlocutori, mentre scorrono le immagini delle iniziative che nel corso degli anni hanno contraddistinto la storia dell’attivista e, da un certo punto in poi, quella di Sea Shepherd.

La sua biografia di tinge di thriller quando si trasforma, grazie al forte contrasto con il Giappone, in un vero e proprio ricercato dall’Interpol. Rimane in mare per un anno per sfuggire alla cattura e ancora oggi alcuni paesi gli sono interdetti. Al Giappone non può nemmeno avvicinarsi a causa dei suoi interventi ai limiti della violenza contro le baleniere giapponesi, con le immagini che hanno fatto il giro del mondo dei gommoni di Sea Shepherd che speronano le navi giapponesi e che vengono allontanati con gli idranti.

Le immagini più dure: il massacro delle foche, delle balene e degli squali

Ma sono le immagini delle grandi battaglie a coinvolgere e sconvolgere di più lo spettatore che si trova catapultato sulla scia di navi che inseguono balene e capidogli, vive l’esperienza agghiacciante e frustrante di assistere al massacro delle foche (altra storica battaglia che lo vedrà affiancato da Brigitte Bardot) sulla banchisa ghiacciata, bastonate che tingono di rosso la neve. Assiste impotente alla feroce mattanza degli squali issati a bordo dei pescherecci, privati delle pinne con coltelli affilati e ributtati in mare agonizzanti. E non può che schierarsi dalla parte della balena che cerca di salvare il suo branco mettendosi davanti alla nave da dove partono i colpi di fiocina che attraversano le onde, e che lo fissa negli occhi nel suo ultimo sguardo morente e pieno di dolore.

«Ho guardato il suo sguardo fino a quando si è inabissata in mare – racconta Watson – mi sono detto: uccidiamo questa creatura incredibilmente magnifica, socialmente complessa, consapevole di se e intelligente per il solo scopo di costruire un’arma per lo sterminio di massa (all’epoca infatti il grasso di balena veniva utilizzato per armi). Siamo pazzi. Fu la svolta della mia vita. Da allora mi sono promesso che qualsiasi cosa avessi fatto da quel momento in poi lo avrei fatto per loro».

Paul Watson in un’altra immagine del film
in foto: Paul Watson in un’altra immagine del film

«Un film è necessario per sensibilizzare il pubblico alla delicata tematica della salvaguardia del pianeta Terra – spiega Giorgio Beltrame presidente della Mescalito Film società che distribuisce il film – Non tutti sanno che l'oceano produce ossigeno, regola il clima della Terra e ospita numerose specie essenziali per la sopravvivenza dell'essere umano. Per citare lo stesso Paul Watson "Se l'oceano muore, moriamo tutti. Non riusciremmo a sopravvivere su questo pianeta con un oceano morto". E' quindi necessario diffondere quanto più possibile questo messaggio. Proprio per questo abbiamo deciso di distribuirlo: per dare un contributo, per quanto piccolo, alla salvaguardia della biodiversità e dell'ecosistema marino. Un modo per ringraziare la Terra delle meraviglie che ci regala ogni giorno, a partire dallo stesso oceano di cui sono profondamente appassionato». Watson sarà in moltissime città italiane, da Ancora, Aosta, Catania, Firenze, Genova, Matera, Milano, Roma, Torino, Vicenza e molte altre. La programmazione completa si può trovare sulla pagina Facebook della Mescalito Film.