Era uscita di casa per passeggiare con il suo cane quando si era imbattuta in un corvo che stava attaccando un uccellino. In natura accade ma quando ci si trova di fronte a scene del genere noi umani abbiamo difficoltà a rimanere indifferenti. Kara così aveva deciso di prendere quel volatile ferito e portarlo a casa. Inizia così una profonda storia d'amicizia tra una donna e un tordo migratore americano. Squeaker – questo il nome che la ragazza aveva scelto per lui – non era ancora più in grado di volare e, per questo motivo, Kara aveva deciso di costruirgli una piccola casetta di cartone, dandogli da mangiare proprio come farebbe una mamma con i suoi pulli.

Squeaker era migliorato dopo pochi giorni e in un battito d'ali si era ritrovato dalle scale di casa. E in quel momento Kara aveva avuto un'intuizione importantissima, comprendendo che un animale libero tale deve essere a prescindere dai nostri buoni sentimenti che ci inducono, appunto, a intervenire quando incontriamo degli esemplari liberi in difficoltà: ha lasciato andare Squeaker che è arrivato fino al ramo più alto dell'albero in giardino. Sembrava un addio, ma così non è stato. Perché l'uccellino, nonostante avesse ricominciato a volare, finiva sempre per ritornare dalla sua nuova amica. Un comportamento che potrebbe sembrare insolito ma che si può spiegare attraverso quello che in natura viene chiamato imprinting, ovvero una particolare forma di apprendimento che sviluppano gli uccelli appena nati: questi animali instaurano una connessione col primo essere vivente con cui entrano in contatto, riconoscendolo come una sorta di genitore. Ed è proprio quello che era avvenuto tra Squeaker e Kara, diventata per quel piccolo tordo una "seconda" mamma.

Kara ha condiviso la sua storia sui social, documentando ogni giorno i progressi fatti da Squeaker dopo le sue amorevoli cure. Non mancano nemmeno video in cui possiamo osservare questo tordo appoggiato alla testa di Kara o sul suo braccio, a testimonianza del loro legame così unico e speciale. Una connessione che persiste anche adesso che Squeaker ha ricominciato a volare perfettamente e può andare ovunque desideri. Di tanto in tanto, infatti, Kara riceve delle visite dal suo amico tordo, che non poteva proprio dimenticare chi l'aveva salvato, prendendosi cura di lui.

Anche se questa storia proveniente dal Canada ha emozionato il mondo intero, è bene precisare che raccogliere un uccellino ferito non è la scelta giusta da compiere. In Italia, infatti, quest'azione è illegale. Piuttosto, è opportuno allertare un Centro Recupero Fauna Selvatica, attivo in ogni regione del Paese, così che gli uccelli feriti possano essere assistiti da degli esperti. «È difficile non pensare al peggio, ma l’ho visto crescere e so che Squeaker è in gamba – ha spiegato Kara -. Sto ancora sperando e sognando che, un giorno, possa tornare di nuovo da me».