Juan Carrito a Pizzoferrato
in foto: Juan Carrito a Pizzoferrato

Juan Carrito torna in città. L'orso marsicano più noto e amato d'Italia è stato nuovamente immortalato nei pressi di un'abitazione. Questa volta ci troviamo a Pizzoferrato, località in provincia di Chieti situata tra Roccaraso e Pescocostanzo, due Comuni in cui il figlio di Amarena era già noto per le sue scorribande notturne.

 

A causa della sua eccessiva confidenza, cioè la propensione ad avvicinarsi all'uomo e ai suoi insediamenti senza timore, lo aveva portato a perdere la libertà per due settimane di solitudine all'interno dell'area faunistica di Palena, nel Parco della Maiella.

Gli esperti del parco, sentiti da Kodami avevano però accettato la sfida di riportarlo in libertà: «La cattività è temporaneamente – aveva sottolineato il biologo del Parco Antonio Antonucci – fino a quando non ci saranno le condizioni idonee alla sua traslocazione, cioè al suo spostamento in un'area diversa da quella in cui è stato prelevato».

Ad aprile Juan Carrito è stato oggetto della inedita traslocazione che secondo Lucio Zazzara, presidente del parco della Maiella, si è rivelata un'azione di successo: «È vero che dopo è entrato a Roccaraso, ma lo ha fatto senza quel rapporto continuo e assiduo che aveva prima. Siamo molto speranzosi».

Nonostante occasionali attacchi ai frutteti, e occasionalmente anche a capre e galline, Juan Carrito non è stato più visto avvicinarsi a persone o cani, addirittura nelle ore diurne come era solito fare fino all'anno scorso. Carrito, infatti, prima si alimentava esclusivamente di rifiuti. Non si rivolgeva alle risorse alimenti prodotte da ambienti urbani solo in maniera opportunistica come fanno gli altri orsi.

Adesso invece si aggira nelle città abruzzesi di notte, come i suoi simili, e cerca quelle risorse che incautamente vengono lasciate a sua disposizione dall'essere umano. Adesso che gli orsi marsicani stanno lentamente ripopolando i territori dai quali erano quasi scomparsi, come segnala l'ultimo Rapporto Orso, le amministrazioni e cittadini sono chiamati a ripensare il modo in cui si relazionano con i grandi carnivori, anche attraverso recinti e altri accorgimenti che proteggano gli animali domestici, e che scoraggino ulteriormente la frequentazione delle città da parte della fauna selvatica.