«Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali» è il titolo dell’esposizione che debutta l'8 novembre 2021 al Museo Egizio di Torino, nell’ambito del progetto «Nel laboratorio dello studioso», che intende portare i visitatori a scoprire anche l’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo.

La mostra è dedicata alla mummificazione degli animali e ruota attorno a cinque piccoli contenitori di bronzo. Per comprenderne il significato, però, dobbiamo tornare indietro nel tempo. Gli antichi Egizi sono sempre stati un popolo molto legato alla loro terra e, soprattutto, agli animali. E l’atteggiamento nei confronti di queste creature, alle quali venivano riconosciute forze soprannaturali, era quello della venerazione.

Era credenza collettiva, infatti, che le anime degli animali fossero dei messaggeri tra le persone e gli dèi e che il loro corpo avrebbe potuto offrire la possibilità di raggiungere l’Aldilà. Per questo divenne fondamentale conservare i loro resti. Cosa resa possibile grazie alla mummificazione.

Il Periodo Tardo e Tolemaico (664 –332 a.C. e 332–30 a.C.), fu il momento in cui la deposizione rituale delle mummie di grandi animali sacri, quali erano considerati il toro Mnevis, venerato a Heliopolis come il “Dio del sole Re”, o quello Apis, venerato a Menfi, raggiunse l’apice. Furono anche mummificati e depositati nei cimiteri di tutto il paese gli animali più piccoli, come i falchi, i gatti, i toporagni, le lucertole e altre creature legate alla terra.

Tra i pezzi più importanti dell’esposizione, ci sono un gatto bronzeo che contiene ancora resti di una mummia e un toporagno appoggiato sopra un contenitore ancora sigillato e inscritto. E poi, ancora: stele, statuette votive e amuleti raffiguranti animali e dèi.

L’obiettivo della mostra, realizzata all’interno di un progetto di ricerca interdisciplinare dell’Egizio, mira a studiare approfonditamente tutte le mummie animali e gli oggetti a loro correlati. È stata curata da Johannes Auenmüller, curatore del Museo e studioso di Egittologia e Archeologia Classica e Preistorica. E proprio il professore condurrà i visitatori alla scoperta di questo mondo antico con due visite guidate da un’ora, il 23 novembre e la seconda il 5 gennaio.

La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online. La mostra si conclude il 9 gennaio 2022.