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C’è anche lo storico e saggista Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani, a sostenere il nuovo Parco rifugio per animali abbandonati a Santa Teresa di Spoltore, in Abruzzo, la cui realizzazione sta creando grandi polemiche e tensioni tra lo stesso comune e la più grande provincia di Pescara.
Succede, infatti, che la cittadina stia fermando tutto, non perché contraria al progetto e all’urgenza della sua realizzazione, ma piuttosto perché infastidita da quella che ha avvertito come un’ingerenza dell'amministrazione pescarese sul suo territorio.
Per capire cosa sta succedendo, bastano le parole dell’imprenditore Daniele Kihlgren, padrone del terreno messo a disposizione per la costruzione del Rifugio espresse durante l’evento per presentare l’anteprima del progetto qualche giorno fa: «Ho deciso di mettere a disposizione un terreno di mia proprietà per dotare l’Abruzzo di una struttura all’avanguardia e ho deciso di donare il terreno sul territorio di Spoltore al Comune di Pescara, per via delle maggiori chance che Pescara avrebbe avuto nell’intercettare i fondi necessari alle opere, cosa che è successa visto che ha saputo accaparrarsi 650mila euro».
In sostanza, a fronte di una congiuntura perfetta dove esistono sia il terreno, sia il progetto, sia i soldi, ecco che manca la volontà perché l'amministrazione di Spoltore si è come sentita scavalcata dalla provincia a cui appartiene. Una situazione davvero assurda, visto che la struttura non solo assorbirebbe le necessità relative agli abbandoni di Pescara e di Spoltore, ma anche dei centri limitrofi.
Ma sostituirebbe anche il canile di via Raiale, struttura non più adeguata né sufficiente, che va avanti solo per la buona volontà di volontari che però allo stremo, spesso costretti a ricorrere alle proprie risorse personali per fronteggiare le continue urgenze, tra nuove cucciolate indesiderate e abbandoni.
A chiedere fortemente al comune di Spoltore di non fermarsi per un cavillo, è il sindaco di Pescara Carlo Masci che, sempre durante l’evento di presentazione del progetto, ha incalzato: «Il problema è il metodo? Il Comune di Pescara avrebbe agito sopra le righe? Se è così, allora ripartiamo, ma il Parco rifugio facciamolo».
Masci ha ripercorso anche la vicenda: «Nel momento in cui abbiamo avuto la disponibilità del terreno da parte dell’imprenditore Kihlgren, ho cercato la sponda del Comune di Spoltore. Ci siamo confrontati, abbiamo approfondito il tema, lo abbiamo condiviso. Poi mi hanno chiesto di rinviare la vicenda a dopo le amministrative e io ho rispettato la richiesta rinviando al dopo elezioni la firma dell’accordo di programma. Il resto ormai è storia nota: abbiamo convocato la conferenza dei servizi chiamando il Comune di Spoltore per avviare la procedura, ma il Comune ci ha scritto una lettera contestando la nostra richiesta e dicendo che non fa accordi con Pescara».
Un vero peccato, perché senza accordo viene preclusa al Comune di Pescara qualunque chance, se non seguire la normale procedura amministrativa: ovvero presentare il progetto e la richiesta di autorizzazione edilizia sperando che le lungaggini burocratiche non facciano perdere il finanziamento il cui termine è previsto per il 30 maggio.