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2 Febbraio 2024
15:17

Un nuovo fossile simile a un pesce spada ci permette di capire meglio l’evoluzione dei pesci

Analizzando le forme di una specie alquanto particolare, gli scienziati stanno cercando di comprendere come hanno fatto i pesci ad occupare tutti gli ecosistemi marini a partire dal Devoniano.

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Simile a un Marlin o a una delle creature aliene immaginate da James Cameron per il suo Avatar, l'Alienacanthus malkowskii è la specie che un team di paleontologi svizzeri e statunitensi ha deciso di analizzare, dopo decenni dalla sua scoperta, per comprendere la diversità dei vertebrati durante il Devoniano. In questo periodo i pesci hanno avuto la loro prima radiazione evolutiva, a partire da 365 milioni di anni fa, e l'Alieanacanthus è sicuramente una delle specie più bizzarre ad essere mai comparse, per via della forma alquanto particolare della sua bocca, che sembra provenire direttamente da un'opera di fantascienza.

L'Alienacanthus è considerato anche il pesce preistorico con il "morso" più lungo della storia e, come è possibile scoprire leggendo il recente articolo pubblicato su Royal Society Open Science, uno dei più strani vertebrati marini ad essersi evoluti sulla Terra. La sua specie venne rinvenuta in alcuni siti polacchi e africani nella prima metà del XX secolo, mentre nel 1957 un paleontologo polacco, Julian Kulczycki, gli diede il nome, omaggiando l'ex direttore del Museo naturale di Varsavia, Piotr Malkowski.

La sua specie faceva parte di un gruppo estinto di pesci chiamati placodermi, i primi ad avere sviluppato delle corazze e ad evoluto le mascelle. Aveva inoltre una testa massiccia e arrotondata, che nella parte superiore della testa disponeva di occhi molto grandi, del tutto simili a quelli oggi presenti nei pesci moderni. A rendere però caratteristico l'Alienacanthus erano le mascelle inferiori, che si estendevano ben oltre la chiusura della bocca e l'estremità delle mascelle superiori. Tuttavia, perché gli scienziati hanno deciso di studiare meglio questa specie, per comprendere la diversità dei vertebrati durante il Devoniano?

Innanzitutto perché la sua particolare morfologia ci permette oggi di capire come l'evoluzione ha favorito la comparsa di alcuni animali che un tempo sarebbero stati ritenuti impensabili o al limite uno scherzo di qualche ciarlatano. Poi ci permette di comprendere come gli organismi dell'epoca stavano esplorando modalità di caccia e di movimento del tutto nuove, che portavano alla comparsa di strutture oggi considerate estreme. La mascella inferiore dell'Alienacanthus, lunga il doppio del cranio, è infatti unica tra i placodermi ed estremamente rara in tutti gli altri gruppi di viventi oggi presenti sul pianeta Terra.

Tra le specie attualmente viventi, solo un minuscolo pesce, chiamato mezzobecco (Hemiramphus far), possiede una mascella inferiore allungata simile a quella dell'Alienacanthus, ma è priva di denti e non raggiunge mai dimensioni così elevate come quelle del suo parente preistorico.  Il mezzobecco misura infatti 10 cm di lunghezza, mentre la testa e le mascelle dell'Alienacanthus raggiungono da sole gli 80 cm.

Questa adattabilità evolutiva ha concesso a questi animali di occupare diverse tipologie di ambienti presenti nell'oceano preistorico ed è anche probabile che la loro mascella inferiore fosse utile nello stordire le prede o come arma durante i rituali che avevano lo scopo di selezionare i maschi più forti. Come affermano però gli autori dello studio, tra cui Melina Jobbins, dell'Università di Zurigo, la comparsa di questa specie all'inizio della radiazione adattativa dei placodermi ci permette di immaginare un oceano primordiale ricco di vita, dove i pesci erano probabilmente i maggiori predatori in tutti gli ecosistemi.

Osservando le varie forme presenti all'epoca, da una parte è possibile immaginare i placodermi leader incontrastati delle acque costiere, con animali simili all'Alienacanthus che potevano adattarsi a molteplici sfide e situazioni ambientali, mentre in mare aperto specie come il Dunkleosteus, il Titanichthys e l'Heterosteus, alcuni dei pesci più grandi ad essere mai comparsi in tutto il Devoniano, erano capaci di cacciare qualsiasi tipologia di preda e di dominare gli abissi.

Il segreto del successo di questo gruppo si spiega con la comparsa di mascelle più complesse, che ha consentito l'invenzione di una gamma più ampia di metodi di  caccia. I placodermi più antichi prediligevano una bocca a chiusura rapida per catturare la preda, dove le mascelle svolgevano il compito di cesoia. Alcuni placodermi iniziarono però a nutrirsi di animali dotati di gusci duri ed esoscheletri, fattore che li ha portati a diversificare i loro stili di caccia e le loro forme. Alcuni placodermi potrebbero perfino essere stati dei filtratori, finché il cambiamento climatico non portò l'intero gruppo a vivere una profonda crisi che li portò all'estinzione.

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
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