16 Marzo 2023
18:04

Un nuovo fossile di ittiosauro riscrive l’evoluzione dei rettili marini

Un team di paleontologi ha scoperto un nuovo ittiosauro che permette di chiarire definitivamente l'origine di questi animali e la relativa differenza con la famiglia dei dinosauri.

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In molti credono erroneamente che i grandi rettili marini estinti siano dinosauri, oppure una particolare forma di coccodrilli. Ancora oggi, infatti, i paleontologi si impegnano molto per far capire al pubblico che questi animali e i dinosauri sono due gruppi ben distinti. I rettili marini appartengono infatti a un gruppo separato di animali che ha convissuto con i dinosauri, durante l'intero arco dell'era Mesozoica, dominando gli oceani. Una nuova scoperta, però, aggiunge preziose nuove informazione sulla storia evolutiva di questo gruppo: un team di paleontologi svedesi e norvegesi ha infatti scoperto un fossile di ittiosauro su un'isola sperduta vicino all'Artide, l'isola di Spitsbergen.

La scoperta, pubblicata recentemente su Current Biology, permette infatti di riconsiderare l'evoluzione di questi animali. Gli ittiosauri sono stati tra le prime specie animali terrestri a riadattarsi alla vita in mare aperto e la  loro comparsa precede di molto quella dei primi dinosauri, avvenuta circa 230 milioni di anni fa durante il Triassico superiore. Il nuovo reperto trovato dal team scandinavo ne è un esempio lampante, in quanto proverebbe dal Permiamo, ovvero a circa 250 milioni di anni fa.

In questo periodo, gli antenati dei dinosauri non erano così diversificati e il mondo attraversava una serie di catastrofi naturali che stavano portano la biosfera a subire la più grande estinzione di massa della storia della Terra. Proprio grazie alla scomparsa di un gran numero di specie marine alcuni rettili iniziarono a invadere gli ambienti costieri, per prendere il posto degli antichi predatori e occupare le nicchie ecologiche che si erano liberate. Fra questi rettili c'erano proprio i primi ittiosauri, rappresentati in questo caso dall'esemplare scoperto presso l'isola di Spitsbergen, che risulterebbe il più antico mai scoperto.

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L'esemplare è stato ritrovato dai paleontologi nel corso del 2014 nella valle conosciuta come "Flower's Valley", tra gli strati rocciosi che un tempo costituivano i sedimenti più fini sul fondo del mare. Solo però negli ultimi mesi del 2022 gli scienziati avrebbero terminato di ripulire e studiare il fossile, spedendo il reperto presso il Museo di storia naturale dell'Università di Oslo.

Il fossile è composto principalmente da grosse vertebre, quasi del tutto identiche a quelle delle specie di ittiosauro comparse solo più tardi. Le undici vertebre conservano persino la microstruttura interna, che ha permesso agli scienziati di osservare i segni legati alla rapida crescita dell'animale, al suo metabolismo e a un cambio dello stile di vita che ha portato questi animali ad abbandonare la vita terrestre a favore dell'oceano.

«È stata una ricerca condotta in partnership con il Museo dell'Evoluzione dell'Università di Uppsala – hanno dichiarato i paleontologi coinvolti nel progetto – e oltre a trovare il fossile di ittiosauro, presso l'isola abbiamo anche identificato e scoperto molte specie di pesci ossei e bizzarre reperti di anfibi "simili a coccodrilli"».

Dalle dimensioni delle vertebre, inoltre, gli studiosi sono riusciti anche a ipotizzare quanto lungo fosse l'animale, ovvero non oltre i 3 metri. Un ittiosauro piuttosto piccolo rispetto alle specie che sarebbero comparse in seguito e che avrebbero superato, soprattutto durante il Giurassico, i 10 metri di lunghezza.

Secondo il comunicato stampa che hanno diffuso gli autori dello studio, la scoperta di questa specie – che ancora aspetta di ricevere un nome – sarebbe «emozionante, in quanto riscrive l'opinione popolare sulle principali linee evolutive dei rettili» e mette la parola fine al dibattito sulla natura di questi animali. Questo reperto, infatti, fotografa l'esatto momento in cui i rettili marini iniziarono a differenziarsi da tutti i loro parenti e adottarono nuove strategie di vita che gli permisero di sopravvivere all'apocalisse della fine del Permiano.

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
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