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9 Novembre 2021
10:56

Un cervo da giorni vive nel parco di Monza, anche i forestali in campo per salvarlo

Da più di una settimana un cervo sta girando nel bosco del parco di Monza. L’ultima volta che le telecamere di videosorveglianza lo hanno ripreso è nell’area di Villasanta, davanti all’ingresso della Cascina Mulini Asciutti, venerdì 5 settembre. Ora, per individuarlo, ci sono anche le guardie forestali del Parco dello Stelvio.

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Da più di una settimana un cervo sta girando nel bosco del parco di Monza. L’ultima volta che le telecamere di videosorveglianza lo hanno ripreso è nell’area di Villasanta, davanti all’ingresso della Cascina Mulini Asciutti, venerdì 5 settembre. Ora, per individuarlo, sono arrivate anche le guardie forestali del Parco dello Stelvio che hanno rafforzato una task force messa in campo dal Consorzio di Gestione del Parco e della Villa Reale, della Polizia provinciale di Monza e Brianza, del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale e dai carabinieri a cavallo.

«Si è nascosto da qualche parte e, quindi, è spaventato. Probabilmente ha trovato una sua zona, meno frequentata dal pubblico. In questi giorni è importante tenere i cani al guinzaglio per evitare di fargli male e che lui stesso possa far male agli altri», spiega a Kodami Giorgio Riva, presidente dell’Enpa di Monza. Il problema, infatti, è che quando si trova a contatto con esseri umani o con altri animali, il cervo possa terrorizzarsi ancor di più, cercare di fuggire e, in quel momento, ferirsi.

Il parco di Monza «ha almeno quattro o cinque porte sempre aperte – aggiunge – infatti, c'è un traffico veicolare autorizzato per le sole costruzioni che si trovano all’interno. Lui può arrivare anche verso quelle parti, ma dubito molto che vada lì. Si sta tenendo alla larga da tutti». Altro rischio, meno probabile, è che possa invece entrare nell’autodromo. «Ci sono le reti che evitano che possa finirci dentro», continua il presidente di Enpa.

Il cervo, alto circa due metri, molto probabilmente è sceso in città lungo il fiume Lambro, passando dalle montagne del Lecchese e della Bergamasca. «È una delle conseguenze dell'inurbamento e dell'impatto antropico, che riguarda però più i carnivori che ormai entrano in casa per cercare da mangiare, come fanno da tempo le volpi», prosegue Riva. «Spero che il cervo lo tolgano presto dal parco, sarebbe molto bello averli lì ma la zona è troppo inurbata per loro», conclude.

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