Non trova più il gatto a casa, pensa sia morto, e ha più di un sospetto sul colpevole del reato: il vicino. Così chiama il 112 e chiede aiuto. I carabinieri arrivano sul posto e iniziano le ricerche e le indagini. Trovano poco lontano il micio morto, chiuso in un sacchetto di plastica. Questa è la fine che ha fatto. Ucciso così, da un colpo d’arma da fuoco, molto probabilmente di un fucile. Il fatto è successo a Mulazzo, piccolo Comune di poco meno di 3.000 abitanti in Lunigiana, in provincia di Massa-Carrara.

I carabinieri della centrale operativa della compagnia di Pontremoli hanno raccolto la testimonianza del pet mate e tutti i sospetti sono ricaduti subito sul vicino, di 83 anni. Poco è bastato per riuscire a trovare il responsabile. All’arrivo dei militari della stazione di Mulazzo è stato proprio l'uomo a confessare e a cercare di giustificare il gesto dicendo che il gatto si trovava nella sua proprietà e stava infastidendo i suoi animali. Questa la motivazione che lo avrebbe portato a sparare e ad ucciderlo.

I carabinieri hanno notato come l’anziano avesse regolarmente delle armi in casa. Sono stati loro a sequestrarli in via cautelativa e avviando una richiesta agli organi competenti per sottoporlo poi al divieto di detenzione. Il pensionato è stato anche denunciato alla Procura della Repubblica di Massa per il reato di uccisione di animali che prevede una pena da quattro mesi a due anni.

Annega il gatto del vicino e viene denunciato. Ma cosa rischia davvero?