Tribunale Nizza

Un uomo è stato condannato a un anno per aver ucciso il bassotto della sua compagna lanciandolo dalla finestra del suo appartamento al 4° piano a Mentone, in Francia, durante una lite. «Una decisione che corrisponde alla gravità dei fatti», spiega Xavier Bacquet, avvocato dell’associazione 30 Millions d’Amis, costituitasi parte civile durante il processo.

I fatti, raccontati dal sito Nice-matin, risalgono al 12 agosto scorso. Una coppia, Luigi L. di 36 anni e Samira, litiga violentemente nel loro appartamento al 4° piano, a Mentone. Le urla attirano l’attenzione di un vicino, che filma la scena mentre sta fumando una sigaretta sul proprio balcone di casa, a poca distanza dall’appartamento dei due. L’episodio al quale sta per assistere fa orrore: l’uomo, originario di Parigi e con precedenti penali, lancia il bassotto dalla finestra. Mala, questo il nome del cane, sarà lasciato agonizzante per tutta la notte nel parcheggio sotto l’appartamento. Le prime ricerche da parte della polizia non danno i frutti sperati: il bassotto in un primo momento non si trova. È soltanto la mattina successiva che il corpo di Mala viene ritrovato sotto a una macchina del parcheggio.

Pochi giorni fa, mercoledì 12 gennaio, Luigi è comparso davanti al giudice. In un primo momento ha cercato di respingere le accuse, sostenendo di aver bevuto molto e di non ricordare nulla (secondo Nice-matin, almeno cinque bottiglie di vino). Poi, l’imputato ammette l’evidenza. La richiesta della Procura era un anno di condanna, con 6 mesi di libertà vigilata. Ma la condanna del Giudice va oltre: un anno di reclusione, pena sospesa per 3 mesi e il divieto definitivo di possedere un animale domestico, oltre un risarcimento all’associazione 30 Millions d’Amis.

Argomento da sempre delicato, il maltrattamento animale in Italia è inquadrato come reato penale ed è regolamentato dall'articolo 544 bis e ter, che regola l'uccisione (punita con con la reclusione da quattro mesi a due anni) e il maltrattamento (punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro). Questo può presenta sotto diverse forme. Può presentarsi come violenza diretta che spesso si sviluppa in lesioni definite tecnicamente "non accidentali". Oppure sotto forma di negligenza, quando non vengono rispettati in tutto o in parti i bisogni di base di un determinato individuo; come esempi possiamo portare animali con stati patologici non curati o la mancanza di prevenzione veterinaria. Una condizione che, se portata all'estremo, può anche portare alla morte. Infine, esistono altri due tipi di maltrattamenti, quello rituale (legato all'utilizzo degli animali per fini sacrificali), quello organizzato (associato solitamente alla criminalità organizzata e che può svilupparsi, ad esempio, nell'organizzazione di combattimenti tra animali che possono essere puniti prevedendo la reclusione da uno a tre anni e la multa da 50.000 a 160.000 euro) e quello psicologico (un abuso emotivo che porta l'animale a vivere in un continuo stato di stress in seguito a minacce, punizioni eccessive o un abbandono immotivato).