Strane morti di cani, negli Stati Uniti, per avvelenamento da aflatossine. L’autorità di sorveglianza degli USA (la Food and Drug Administration) ha emesso una lettera di avvertimento nei riguardi di un’azienda che produce cibo per animali, la Midwestern Pet Foods, dopo che alcune ispezioni nei suoi siti di produzione hanno rivelato apparenti violazioni alle norme legate alla salute degli alimenti.

I sopralluoghi sono partiti a seguito di segnalazioni di malattie o morti di cani che avevano mangiato cibo secco della marca Sportmix. Gli ispettori hanno notato che alcuni suoi campioni di alimenti avevano livelli di aflatossine fino a 554 parti per miliardo (il limite massimo consentito dalle norme statunitensi è di 20 ppm). A gennaio l’azienda già aveva richiamato dal commercio questi prodotti, come tutti gli alimenti per animali domestici che contenevano mais e che erano stati prodotti nello stabilimento di Chickasha.

A marzo, poi, nell’altro stabilimento di Monmouth, nell’Illinois, sono stati notati campioni positivi di salmonella. Per la Fda «il programma di sicurezza alimentare di Midwest» è risultato «inadeguato per ridurre al minimo o prevenire significativamente la salmonella».

Al 9 agosto le autorità statunitensi hanno contato 130 morti di animali domestici e più di 220 esemplari malati che potrebbero essere collegate al consumo di alimenti prodotti dall’azienda. «Non tutti questi casi sono stati confermati come avvelenamento di aflatossine attraverso test di laboratorio o revisione della cartella clinica veterinaria», spiegano dalla FDA.

Come riconoscere un avvelenamento da aflatossine

«Le aflatossine fanno parte della famiglia delle micotossine, un gruppo di sostanze prodotte da muffe – spiega Maria Mayer, veterinaria componente del comitato scientifico di Kodami – In generale non sono sensibili al calore. Di solito, a monte, contaminano i cereali che vengono usati per produrre le crocchette. Questo porta a contaminazione che si trasmette a tutti i lotti». Lo sviluppo delle aflatossine può avvenire «anche dopo», la fase di produzione, «direttamente nei sacchi, ma è più comune nei Paesi più caldi. Forse potrà capitare in Italia tra qualche anno». «La sintomatologia che danno è le aflatossicosi, che riguardano soprattutto il fegato – aggiunge – Nella maggior parte dei casi uno dei sintomi è la disappetenza. Poi ci sono i sintomi epatici più evidenti, come l'ittero, la colorazione di giallo, il vomito, la diarrea. Devono essere portati dal veterinario subito. Le possibilità che questa patologia sia reversibile non sono molte».

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