Nell’allevamento di Trecastelli, in Provincia di Ancona, sono ora 400 i cani risultati positivi alla brucellosi e continua ad essere l’unico focolaio della malattia di tutta Europa. Gli esemplari sono destinati a restare in queste condizioni per tutta la vita. Ad aver fatto un ulteriore ingresso nella struttura è stata l’associazione Amici Animali di Osimo, che proprio in questi giorni ha portato disinfettanti, tappetini igienici, coperte, lenzuola e crocchette, ad aiutare gli operatori nelle pulizie e a sistemare il pelo a diversi esemplari, come Barboncini e Chihuahua a pelo lungo.

«Per questi cani positivi la Regione Marche, nonostante i proclami dell’assessore Saltamartini dopo la sua visita di fine luglio, non ha ancora trovato una sistemazione e da lì presto se ne dovranno andare – spiegano da Amici Animali – Ribadiamo che la struttura dove dovranno essere trasferiti deve essere riscaldata. Questi sono cani molto delicati e non bastano due lampade per scaldare i box in inverno. Rischiamo che possano morire tutti dal freddo». L’associazione ha chiesto un incontro proprio con la giunta regionale. «Ancora nessuno ci ha risposto», dicono.

La struttura era stata sequestrata lo scorso gennaio perché l’allevamento, autorizzato per 61 esemplari, ne aveva più di 850. Una situazione esplosiva che ha portato carabinieri, polizia, volontari e guardie ambientali presentarsi sul posto e far chiudere tutto. Nella perquisizione erano stati notati molti infetti da brucellosi e circa 270 chiusi in trasportini e contenitori di plastica. Quest’estate, poi, alla prima crisi se n’è aggiunta un’altra: un’epidemia di parvovirosi che ha toccato sia una parte dei cani rimasti a Trecastelli sia quelli che nel frattempo erano stati spostati a Ostra Vetere. Una malattia che già ne ha uccisi 120.

Trecastelli: dopo il focolaio di brucellosi arriva l'epidemia di parvovirosi, 30 cani già morti