Non c’è pace all’allevamento di Trecastelli, in Provincia di Ancona. Dopo il focolaio di brucellosi canina (l'unico in Europa) è scoppiata un’epidemia di parvovirosi tra gli esemplari che erano stati sequestrati nello scorso gennaio. In misura minore ne è stato colpito anche il canile Federico I di Ostra Vetere. «Non ci voleva proprio – commentano dall’associazione Amici Animali di Osimo – Solo una parte dei cani sembra sia stata regolarmente vaccinata, per cui la situazione è piuttosto seria. Nel giro di un paio di giorni sono già morti 30 cani e altri stanno molto male».

I veterinari dell’Asur (l’Azienda sanitaria unica della Regione Marche), ma anche loro colleghi che agiscono privatamente, stanno facendo il possibile per somministrare terapie e ciò che serve per limitare il più possibile il contagio. «Ma la mancanza di spazi adeguati dove isolare i cani sintomatici dai sani non aiuta», proseguono dall’associazione.

A maggio la situazione sembrava stesse evolvendo per il meglio. Dopo i test per accertare la negatività alla malattia, i primi esemplari erano stati dati in adozione. Quelli che hanno avuto l'opportunità di una nuova casa sono però tutti vaccinati: chi è più a rischio, ora, sono i cuccioli e gli adulti non immunizzati e che sono rimasti nella struttura. Gli ultimi che hanno trovato una nuova famiglia sono stati in 18 che erano nel frattempo ospitati nel canile di Ostra Vetere. Nell’allevamento, infatti, i cani erano troppi ed era necessaria una diversa collocazione per farli vivere in condizioni il più possibile idonee al loro benessere. Finora, grazie alle adozioni, hanno lasciato le due strutture 49 cani. Ma alla luce della nuova epidemia tutto è stato bloccato fino a che la situazione non rientrerà nella normalità.

Trecastelli: più di 800 cani invece dei 61 autorizzati

L'allevamento di Trecastelli ospitava più di 850 cani. Un numero che lo ha fatto letteralmente scoppiare: la struttura era infatti autorizzata ad ospitarne 61. A gennaio il blitz del Nipaaf, il nucleo della polizia ambientale, agroalimentare e forestale e del gruppo dei carabinieri forestali di Ancona, in collaborazione con le guardie zoofile del Wwf, di Legambiente e dei volontari dell’associazione “Amici Animali”, su delega della Procura della Repubblica di Ancona. Nella perquisizione erano stati notati molti cani infetti da brucellosi e circa 270 chiusi in trasportini e contenitori di plastica.

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