La scena è da far venire i brividi, ed è per questo motivo che Kodami ha deciso di non pubblicarla, anche perché non aggiungerebbe nulla di più a questa cronaca agghiacciante. Durante la fiera del bestiame di Langenbruck, nel cantone di Basilea Campagna, in Svizzera, un contadino tira il suo toro prendendolo con una mano dall’anello al naso. Le immagini (che risalgono a questo agosto) sono state rilanciate dall’emittente tv Telebasel e gli attivisti di Basel Animal Save, quando le hanno viste, sono balzati dalle sedie, tanto da presentare una denuncia alla Procura di Basilea per violazione della legge federale sulla protezione degli animali.

«Invece di condurre l’animale con la corda apposita, è stato brutalmente trascinato lungo la piazza dall’anello al naso. È incomprensibile come in un’asta animale svizzera si tratti così un essere senziente. Ci aspettiamo queste condizioni nell’Europa orientale, meridionale o altrove, dove gli animali sono spesso trattati brutalmente, ma non da noi, in una Svizzera che è esemplare in materia di benessere degli animali», scrive Olivier Bieli.

Gli attivisti puntano il dito anche contro il deputato Andreas Aebi, presidente del Consiglio nazionale della Confederazione e che in quel momento dirigeva la vendita (di professione, infatti, è un agricoltore e lavora come banditore). «Non ero l’organizzatore, ma solo il moderatore dell’asta», ha commentato il parlamentare svizzero.

Il naso è un punto molto delicato per il toro e avere un anello lì vuol dire poterlo controllare. Alla versione online del quotidiano 20Minuten, Bieli spiega che si tratta di una sorta di «pulsante di emergenza» per il bovino, nel caso in cui dovesse diventare aggressivo in un particolare momento. Ma nel video l’anello viene tirato senza alcuna ragione.

A cosa può servire per l'uomo questo strumento? «Ha una sua utilità per gestire, in alcune circostanze, un animale molto forte e grosso come un toro. Può servire anche per svolgere attività medico-veterinarie, ma non va mai esercitata una forza direttamente sull'anello – spiega Federica Pirrone, docente di etica veterinaria all'Università di Milano e componente del comitato scientifico di KodamiL'animale non va mai tirato ma è necessario usare anche altri strumenti come cavezze e corde».

Per l'etologa, dunque, «l'unica trazione non dovrebbe mai essere il solo anello. Ormai è ampiamente provato che i bovini sono animali in grado di sviluppare familiarità con le persone, ma se gestiti in modo corretto». «Vanno trattati come esseri senzienti, in grado di provare emozioni e dolori», prosegue Pirrone, sottolineando come nel trattamento degli esemplari «come oggetti» viene usata «la coercizione e l'inibizione, attraverso il dolore, di certi comportamenti». Una condotta che cambia radicalmente la prospettiva. In peggio.

Le fiere sono un momento in cui gli allevatori hanno modo di vedere gli esemplari più prestarli e di selezionarli. «Si tratta di esposizioni di tori per la vendita del loro seme. Nel video si vede il maschio, un toro di razza frisona, preso per l’anello – spiega Laura Arena, veterinaria esperta in comportamento animale e componente del Comitato scientifico di Kodami – Queste fiere implicano una serie di fattori stressanti per gli animali: il trasporto, i tempi di attesa e i cambi di temperatura. Senza contare poi gli aspetti sociali: non vengono mai messi in zone comuni, ma sono alla vista di altri animali». Nelle immagini, prosegue Arena, «si vede dall'espressione del toro che l’animale è in una situazione di dolore e di disagio: non cammina se non tirandolo».