28 Novembre 2023
13:47

«Stop alla caccia». Protesta nel Parco del Roccolo dopo l’uccisione della Rottweiler Uma

I residenti di Parabiago, in provincia di Milano, si schierano contro la caccia nel Parco del Roccolo dopo l’uccisione a colpi di fucile di Uma, Rottweiler di un anno. Le associazioni hanno dato appuntamento per il 16 dicembre davanti al Municipio per chiedere nuovamente al sindaco provvedimenti concreti per vietare gli spari nella zona.

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Rottweiler

I residenti di Parabiago, in provincia di Milano, si schierano contro la caccia nel Parco del Roccolo dopo l’atroce uccisione a colpi di fucile di Uma, Rottweiler di un anno, avvenuta a metà novembre per mano di un cacciatore che ha sostenuto di avere fatto fuoco «per difendersi».

Domenica diverse associazioni animaliste – tra cui Fronte Animalista, Meta, Avi, No Mattatoio e Partito Animalista – si sono date appuntamento nel parco per una manifestazione cui hanno partecipato anche molti cittadini, tutti uniti nella richiesta di stop alla caccia e giustizia per Uma. L’occasione è stata buona anche per ricostruire quanto accaduto quel giorno.

«Questa è un’area privata non recintata – hanno spiegato gli attivisti – La famiglia di Uma aveva il permesso di portare qui i cani e la stava facendo sgambare. Nei pressi di quest’area c’è un boschetto in cui il cacciatore, presenta abituale qui, si nascondeva per sparare alle lepri e ai leprotti usciti dalle tane, qui intorno ce ne sono molte. Qui siamo a circa 50 metri dalle case. A livello di legge l’uomo poteva sparare, ma siamo proprio al limite».

«Probabilmente – proseguono gli attivisti – Uma ha sentito qualcosa muoversi, si è avvicinata e arrivando nei pressi boschetto ha trovato chi l’ha uccisa. Il cane è stato ferito mortalmente a lato del muso, non si stava quindi dirigendo direttamente verso il cacciatore, e questa è una prova importantissima e determinante: l’uomo ha sparato lateralmente, non frontalmente».

Gli attivisti hanno quindi spiegato che il sindaco di Parabiago, Raffaele Cucchi, nel corso di un incontro dedicato proprio alla richiesta di vietare la caccia nel Parco del Roccolo ha risposto in modo negativo: «Abbiamo proposto di chiedere alla Regione il divieto di caccia con sparo all’interno del Parco, come già accaduto nel Parco Alto Milanese, ma il Sindaco ci ha detto che la zona in questione non fa parte del Parco del Roccolo e non può fare nulla».

Alla manifestazione di domenica mattina ha preso parte anche Sarah, l’umana di riferimento di Uma, ancora sotto choc e addolorata dopo l’accaduto. «Mio figlio, un ragazzino di 13 anni, ha visto la testa di Uma esplodere – ha raccontato – Il cacciatore girava alle 16.30 della domenica senza un giubbotto catarifrangente che lo avrebbe reso visibile a noi, sparando così vicino alle case. Un “cacciatore”, quelli che dicono di amare gli animali e che spara ad altezza uomo, a mezzo metro da un ragazzino».

Sarah e la sua famiglia si sono già rivolti alle Forze dell'Ordine e il cacciatore, un 44enne residente in zona, ha riferito ai Carabinieri intervenuti sul posto insieme al personale della Ats di avere fatto fuoco «per difesa» dal cane, vedendolo dirigersi verso di lui e pensando che fosse «sfuggito al controllo» delle persone che erano con lui. Denunciato a piede libero per uccisione di animali, gli sono stati sequestrati sette fucili da caccia, per cui aveva l'autorizzazione.La famiglia di Uma ha già annunciato l'intenzione di procedere in giudizio, e la Procura ne ha disposto il rinvio a giudizio: «Questa è a tutti gli effetti una uccisione – sottolinea Sarah – Né più e né meno. Inutile aggiungere che io non avrò pace finché non avrò ottenuto la giustizia che merita Uma».

Le associazioni hanno invece dato appuntamento al 16 dicembre davanti al Municipio di Parabiago per chiedere nuovamente al sindaco provvedimenti concreti per vietare la caccia nel Parco del Roccolo.

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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