29 Novembre 2023
18:32

Sterminio dei mufloni del Giglio, le associazioni diffidano la Regione Toscana

Le associazioni di tutela animale hanno diffidato la Regione Toscana dal procedere con la caccia di selezione nei confronti dei mufloni dell'Isola del Giglio: «Ora si fermino le uccisone». L'appello è di LNDC Animal Protection, VITADACANI odv e CAART.

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Le associazioni di tutela animale hanno diffidato la Regione Toscana dal procedere con la caccia di selezione nei confronti dei mufloni dell'Isola del Giglio.

Insieme agli abbattimenti degli esemplari dell'isola dell'Arcipelago Toscano in questi giorni sono iniziate anche le proteste degli attivisti che hanno denunciato l'illegittimità della decisione dell'amministrazione guidata da Eugenio Giani.

«La delibera regionale, emessa nel mese di agosto, appare violare gli accordi presi tra l’Ente Parco Arcipelago Toscano (PNAT) e le associazioni animaliste, che prevedeva la sospensione degli abbattimenti del muflone a favore della sua traslocazione in vari rifugi in Italia. Inoltre, la delibera ignora le recenti scoperte scientifiche riguardo l’unicità genetica del muflone del Giglio ed il suo valore inestimabile per la biodiversità», ha dichiarato Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection.

Il riferimento di Rosati è a uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica "Diversity" nel 2022 che ha riconosciuto l'unicità genetica dei mufloni del Giglio. Secondo i ricercatori, il dna dei mufloni del Giglio è unico, perché riconducibile alla popolazione sarda più ancestrale di quella presente nel resto del Mediterraneo. L'ecosistema chiuso dell'isola ha permesso loro di differenziarsi geneticamente rispetto alle altre popolazioni, e in virtù di questo dovrebbero quindi essere addirittura preservati.

Tuttavia lo studio non è bastato, il muflone è ancora considerato una specie aliena nell'ecosistema del Giglio, e come tale oggetto di un progetto di eradicazione. Si tratta dell'iniziativa europea "LetsGo Giglio" che nasce con lo scopo di proteggere la biodiversità eliminando piante e animali invasivi. Il progetto è finanziato con circa un milione e seicentomila euro di fondi europei e nazionali e si propone l'eradicazione di tre animali invasivi presenti sulla piccola isola: la tartaruga Trachemys scripta, il coniglio selvatico, e ovviamente il muflone.

A seguito di una serie di denunce da parte degli attivisti, e tramite un accordo stipulato con le associazioni animaliste, il Parco ha acconsentito di sospendere gli abbattimenti e di traslocare i mufloni dell’isola in vari rifugi in Italia. Una vittoria parziale, poiché la Regione Toscana poco dopo ha siglato due delibere che hanno consentito di cacciare il muflone sul Giglio, «in totale violazione degli accordi presi tra il Parco e le associazioni», sostengono LNDC Animal Protection, VITADACANI odv e CAART-Coordinamento Associazioni Ambientaliste della Regione Toscana.

«Precedentemente il PNAT, in violazione dei regolamenti ministeriali e comunitari, aveva classificato il muflone del Giglio come "specie alloctona invasiva" senza fornire alcuna prova scientifica ed esagerando ampiamente i danni economici – ha sottolineato Sara D'Angelo, presidente di VITADACANI odv e portavoce della Rete dei Santuari di Animali Liberi – Su tale base, il PNAT aveva presentato un progetto all’UE, di cui la Regione Toscana ne è formalmente un partner, accedendo a dei finanziamenti pari a 1.6 milioni di Euro, di cui circa 400.000 euro destinati esclusivamente all’eradicazione dei 40 mufloni stimati vivere sull’isola».

Ora le associazioni chiedono al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin di sospendere con effetto immediato la caccia al muflone al Giglio, minacciando il ricorso alle autorità europee: «Qualunque alterazione del numero di mufloni presenti al Giglio rappresenta un impoverimento ed una perdita di risorse genetiche che non solo danneggiano la biodiversità, e quindi minano gli obiettivi comunitari della Direttiva Habitat e della Strategia per la Biodiversità 2030, recentemente sottoscritta dal governo italiano, ma rappresenta un vero e proprio disastro ambientale che denunceremo per vie legali».

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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