Un gruppetto di delfini intenti a nuotare nel golfo di Spotorno, in Liguria, a poca distanza dalla spiaggia: è lo spettacolo cui si è trovata ad assistere Fabiola Gadda, che ha avuto la prontezza di immortalarlo in un video condiviso su YouTube che ha superato il milione di visualizzazioni.

Il filmato, poco meno di mezzo minuto, mostra i delfini emergere tra le onde azzurre del mar ligure, abbastanza vicini alla spiaggia in provincia di Savona da essere visibili a occhio nudo. «Avvistamento magnifico», è stato il commento di Gadda. Un'esperienza indimenticabile alla luce della vicinanza con la costa, ma non così inusuale: nel mar Ligure sorge infatti il Santuario Pelagos, una zona marina di 87.500 km quadrati che nasce da un accordo tra l’Italia, il Principato di Monaco e la Francia per la protezione dei mammiferi marini che lo frequentano.

La sua particolarità è proprio la gestione congiunta di tre Paesi, necessaria vista la sua estensione. L’accordo per la sua istituzione è stato firmato nel 1999, ed è entrato in vigore nel febbraio del 2022 con l’obiettivo di promuovere azioni comuni per la protezione dei cetacei e dei loro habitat contro tutte le eventuali cause di disturbo, dall’inquinamento al rumore passando per cattura e ferite accidentali.

«L’idea di istituire un Santuario nel bacino corso-ligure-provenzale nasce dalla constatazione, nel corso degli anni Ottanta, che questa zona è frequentata da una popolazione relativamente numerosa di mammiferi marini, attirati da un'elevata produttività primaria – spiegano da Pelagos – In effetti, la compresenza di vari meccanismi di fertilizzazione determina l'innalzamento del livello di produzione primaria: acque costiere, effetto differito del mescolamento invernale, zona frontale, fenomeni di upwelling e strutture complesse che comportano divergenze e convergenze».

«Una stima grossolana indica la presenza di oltre 8.500 specie animali macroscopiche, che rappresentano tra il 4% e il 18% delle specie marine mondiali – continuano da Pelagos – si tratta dunque di una biodiversità rilevante, in particolare per il numero di predatori come i mammiferi marini, che si collocano al vertice della catena trofica, considerando che il Mediterraneo occupa soltanto lo 0,82% della superficie e lo 0,32% del volume degli oceani del mondo».

Allo stesso tempo l’area è altamente antropizzata a causa delle numerose attività umane – pesca, collisioni con i natanti, attività di osservazione dei cetacei non regolamentate – che hanno un impatto negativo sui cetacei che popolano l’area del santuario. L’obiettivo è quindi quello di «conciliare lo sviluppo armonioso delle attività socio-economiche con la necessaria salvaguardia degli habitat e delle specie che vivono in essi», come si legge nel manifesto del Santuario Pelagos.

I delfini avvistati domenica nel golfo di Spotorno sono l’ennesima dimostrazione della rilevanza che l’area riveste per la popolazione nazionale dei cetacei e per la comunità scientifica che si occupa du tutelarla. Nei giorni scorsi l’associazione Delfini del Ponente APS aveva avvistato un gruppo di tursiopi al largo della costa di Santo Stefano al Mare, in provincia di Imperia, a circa un’ottantina di km da Spotorno.