25 Maggio 2022
10:30

Si possono tenere le galline in giardino?

Tenere delle galline in cortile o nel giardino, creando un piccolo pollaio domestico. Occorre però rispettare le prescrizioni stabilite dalla normativa comunale.

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Articolo a cura dell' Avvocato Salvatore Cappai
Civilista, esperto in diritto degli animali
galline in giardino

Salvo specifici divieti comunali e nel rispetto delle regole giuridiche e della buona convivenza, creare nel proprio cortile un piccolo pollaio domestico per passione o per l’autoconsumo è possibile. Occorre però rispettare le formalità e le prescrizioni stabilite dalla normativa di settore.

La maggiore attenzione verso una alimentazione sana e naturale, la volontà di creare un allevamento sostenibile, ben lontano da quello intensivo nel quale le galline vivono stipate in spazi angusti o, ancora, l’autosufficienza nella produzione alimentare, ma anche la passione per le specie interessate, sono solo alcune delle motivazioni che possono spingere una famiglia a dotarsi di un pollaio domestico più o meno affollato. Questa scelta è possibile, a patto che non vi sia uno specifico divieto da parte del comune di riferimento e purché si rispettino tutte le formalità previste.

Galline in giardino: la normativa

Prima di attivarsi per porre in essere le varie formalità richieste dalla legge ed investire tempo e denaro nell’opera, è opportuno (e lo si consiglia vivamente) verificare cosa preveda la normativa del singolo comune in merito alla possibilità di realizzare un pollaio domestico.

Non esistendo una normativa nazionale che regoli ogni aspetto, i comuni hanno la facoltà di effettuare scelte anche assai differenti. Si va, quindi, da quelli che, tenuto conto anche della condizione territoriale favorevole, lasciano ampia possibilità di scelta, sino ad altri che, magari per via degli spazi ristretti (si pensi ai grandi centri urbani) vietano sempre e comunque la realizzazione di pollai domestici nell’abitato o a determinate distanze dallo stesso. In altri casi gli enti possono individuare alcune zone in cui è consentito e altre in cui risulta vietato.

Nei casi in cui un ente consenta la realizzazione del pollaio, può poi dettare delle regole in termini di distanze dai confini (ad esempio, la struttura deve distare almeno dieci metri dal confine col vicino) e richiedere alcune specifiche tecniche del riparo. In molti casi è anche previsto un numero massimo di animali al suo interno. Nell’ipotesi in cui il singolo comune non abbia previsto una specifica regolamentazione, non significa che il cittadino possa fare ciò che vuole senza incontrare dei limiti. Dovrà in ogni caso rispettare le norme della buona convivenza, evitando di incorrere in illeciti dovuti, per fare solo degli esempi, ad eccessi di rumori e di odori.

Galline in cortile: è necessaria la registrazione all'Asl?

Verificata la fattibilità sulla base della regolamentazione locale, occorrerà a questo punto seguire alcune imprescindibili procedure stabilite stavolta da una normativa vigente su tutto il territorio nazionale (cfr. DL n. 158 del 16 marzo 2006).

Tra queste, ad esempio, è sempre richiesta la registrazione del pollaio domestico presso il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale di riferimento. Questa consiste nella presentazione di un modulo dal quale risultino, oltre ai dati anagrafici del titolare e il luogo in cui è collocato il pollaio, il numero di animali, le specie in cui rientrano e la finalità di realizzazione del pollaio (es. pollaio domestico per autoconsumo). Il modulo va sempre presentato, anche per una sola gallina. Se poi i numeri crescono oltre determinate soglie, cambierà la normativa di riferimento. Ma non è il caso dei piccoli pollai di casa.

Questa registrazione ha la funzione fondamentale di controllo su tutti gli allevamenti, soprattutto al fine di monitorarne la gestione e lo stato di salute.

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Salvatore Cappai
Avvocato
Avvocato con la passione per la divulgazione. Mi occupo di diritto civile, con particolare riguardo ai campi della responsabilità civile, dell’assistenza alle imprese e del “diritto degli animali”. Mi sono avvicinato a quest’ultima materia circa dieci anni fa, quando ho incontrato Gaia, la mia cagnolina, che ha stravolto la mia visione sul mondo degli animali e sulla vita assieme a loro. La mia community social, nella quale da anni informo con semplicità su tematiche giuridiche, conta oltre 350.000 iscritti.
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