La Commissione Europea ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia per non aver completato adeguatamente la designazione dei siti della rete Natura 2000, soprattutto per quanto riguarda gli habitat e le specie marine. La rete Natura 2000 è infatti costituita da una serie di aree che vengono indicate come importanti per garantire la conservazione degli habitat, degli ecosistemi e delle specie minacciate a livello comunitario.

Tra queste le Zone di Protezione Speciale (ZPS) sono quelle che riguardano la conservazione degli uccelli, che sono state giudicate insufficienti in Italia per tutelare gli uccelli marini, come la berta maggiore (Calonectris diomedea), una specie in diminuzione. La LIPU (Lega Protezione Italiana Uccelli) infatti, che ne ha sporto denuncia, aveva individuato in collaborazione con l'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) quattro aree importanti per tutelare questa specie che sarebbero dovute diventare Zone di Protezione Speciale. Solo una però lo è diventata, mentre per le altre le Regioni non si sono mosse a dovere mettendo a rischio la conservazione della berta maggiore. Ecco il post di Facebook del Direttore Generale della LIPU, Danilo Selvaggi:

Non solo però gli uccelli mancano di un'adeguata protezione: anche gli habitat marini come le scogliere, la foca monaca mediterranea (Monachus monachus), una specie classificata come in pericolo dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) e di cui sopravvivono ad oggi solo 600-700 individui, la tartaruga marina (Caretta caretta) e il tursiope (Tursiops truncatus).

«E’ essenziale che si giunga in tempi rapidi alla protezione legale dei siti più importanti per la biodiversità e per gli uccelli marini nel nostro Paese, anche attraverso il PNRR – dichiara Giorgia Gaibani responsabile Natura 2000 della Lipu – Ne va del futuro della bellissima e preziosa natura ancora presente dei nostri mari».

Per la mancata protezione degli habitat e delle specie in questione, la Commissione Europea ha inviato una lettera in mora all'Italia che avrà due mesi per prendere una decisione e designare le aree di protezione. In caso contrario, o se la risposta non è abbastanza soddisfacente, la Commissione potrà emettere un parere motivato.

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