Un peschereccio affonda con a bordo quattro gattini. Gli animali fanno squadra e si mettono tutti insieme in uno dei pochi punti rimasti asciutti, nell’attesa dell’arrivo di un militare che li ha salvati. L’episodio è avvenuto nel mare delle Andamane, in Thailandia. Il salvatore dei cuccioli è un componente della divisione della difesa aerea e costiera della marina thailandese. È stato lui ad aver ritrovato i gatti su una trave della barca che si era ormai capovolta su un fianco e che stava, pian piano, affondando.

«Ho visto che c’era qualcosa che si muoveva, ho usato la mia macchina fotografica per fare uno zoom e ho visto uno o due gatti che spuntavano fuori con la testa», racconta il sottufficiale Wichit Pukdeelon che ha notato per primo gli animali sul peschereccio. Uno dei marinai ha indossato il giubbotto di salvataggio e li ha raggiunti a nuoto. Se li è caricati sulle spalle e, aiutato anche dai colleghi che gli hanno lanciato alcune cime, è tornato sulla sua imbarcazione.

I gattini, dal pelo rosso e grigio, sono stati portati nel comando della marina nell’isola di Koh Lipe. Ora sono gli stessi marinai a prendersi cura di loro dopo le visite veterinarie che hanno accertato il loro stato di salute. Le immagini dei quattro gatti sono state rilanciate dal profilo Facebook della marina reale thailandese

Oggi i gatti stanno benone, coccolati dai militari che se ne stanno prendendo cura. Sui social sono gli stessi marinai a fotografare gli aggiornamenti delle loro condizioni. Acqua e crocchette, per loro, non mancano mai.

Quando sono resistenti i gatti in una situazione estrema?

«I gatti sono animali resistenti se si trovano in una condizione simile a quelle dei gatti di colonia», spiega Eva Fonti, veterinaria componente del comitato scientifico di Kodami, sottolineando come i mici siano riusciti a vivere «un momento di necessità» tirando fuori «il loro senso di squadra», commenta. «Non possono stare molto tempo a digiuno, altrimenti possono soffrire di lipidosi epatica e che porta alla distruzione del loro fegato – aggiunge – Ma resistono alla disidratazione più di un cane. Sono molto resistenti tra le intemperie, sempre che non abbiano altre patologie».