Geronimo è un esemplare di alpaca. Ha un nome e una storia che può essere raccontata perché non vive in natura, da animale libero, ma condivide la sua esistenza con l'allevatrice Helen Macdonald  in una fattoria a Wickwar, nel Gloucestershire. Ma la sua storia, in questo momento, rischia di avere una pessima fine. L'alpaca è infatti al centro di un duro scontro tra il dipartimento del Governo per l'Ambiente, l'Alimentazione e gli Affari rurali (Defra) e la signora Macdonald. Il Defra, infatti, ha stabilito che Geronimo è infetto da tubercolosi bovina, risultando due volte positivo al test per verificare la presenza di quella che è una malattia mortale che determina nel Regno Unito la macellazione di migliaia di bovini ogni anno per prevenirne la diffusione.  Il dipartimento governativo ha così ordinato l'eutanasia dell'animale e il segretario all'Ambiente George Eustice – un ex agricoltore – ha affermato che pur sapendo che ciò sia «una scelta che devasta l'anima» è necessario dover abbattere tutti i soggetti affetti da questa malattia.

La storia di Geronimo, l'alpaca condannato a morte in Inghilterra: in

Sono anni, dunque, che questa storia va avanti. Geronimo è risultato negativo in Nuova Zelanda, ma quando la signora Macdonald ha accettato un test volontario nell'ambito della sorveglianza nazionale della malattia, il risultato è tornato positivo. Defra ha deciso così di condurre un secondo test nel novembre 2017, anch'esso risultato positivo. È stato testato con il test del sangue "Enferplex", secondo quanto dichiarato dal  Defra, un test che era previsto dalle regole stabilite dalla "British Alpaca Society" e che secondo i dati del dipartimento governativo ha un tasso di precisione di oltre il 99% con una probabilità dello 0,34% di mostrare un falso positivo. Ma la donna continua a mantenere la sua ferma posizione e ha coinvolto sempre di più l'opinione pubblica, ribadendo che non ci sono prove sufficienti sull'accuratezza relativamente proprio agli alpaca. Una petizione per salvare Geronimo ha raccolto ad ora 100.000 firme e gli attivisti per i diritti degli animali hanno organizzato una marcia a Downing Street a Londra nel tentativo di ottenere una tregua tardiva nella mattinata del 10 agosto.

Geronimo ha otto anni, vive alla "Shepherds Close Farm" che si trova a Wickwar, vicino a Bristol. È stato portato in Inghilterra dalla Nuova Zelanda nell'agosto 2017 da Helen Macdonald che alleva alpaca da oltre 15 anni ed è stato tenuto in quarantena dal suo arrivo. La donna ha messo in dubbio la validità dei test e afferma che stanno restituendo falsi positivi perché è risultato negativo quattro volte mentre era in Nuova Zelanda e chiede che Geronimo sia testato di nuovo. La sua campagna di sensibilizzazione su quanto sta accadendo ha ricevuto il sostegno del presentatore televisivo esperto di fauna selvatica Chris Packham e di Stanley Johnson, padre del Primo Ministro britannico Boris.

Che cosa è la tubercolosi bovina, la malattia per cui Geronimo è condannato all'eutanasia

La tubercolosi bovina è una malattia infettiva cronica causata da un batterio a crescita lenta, il Mycobacterium bovis. Tutti i mammiferi, compreso l'uomo, sono suscettibili alla tubercolosi bovina e l'infezione avviene principalmente per inalazione o ingestione di batteri. La trasmissione può avvenire per contatto naso-naso e per contatto con saliva, urina, feci e latte. Il batterio può rimanere vitale nell'ambiente da pochi giorni a molti mesi. Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi e controversi programmi di abbattimento dei tassi che, secondo il governo, fermeranno la diffusione della malattia.

Helen Macdonald ha perso il suo ultimo appello all'Alta Corte di Londra per salvare Geronimo la scorsa settimana ed è stato firmato un mandato per l'eutanasiache dovrebbe essere eseguito entro 30 giorni. Il governo esclude ulteriori test, affermando che la questione è stata «esaminata con molta attenzione». La donna ha a sua volta chiarito che non infrangerà la legge quando i funzionari della Defra andranno nella sua fattoria per sopprimere Geronimo, ma non «renderanno le cose facili: non li aiuterò a uccidere un animale che non ha bisogno di essere ucciso».