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Kodami Call

Armieri e cacciatori nel Governo: cosa ci racconta il caso Pozzolo

Durante la festa di Capodanno organizzata in provincia di Biella, una persona è rimasta ferita da un colpo d'arma da fuoco partito dalla pistola del deputato di Fratelli d'Italia Emanuele Pozzolo. Al di là delle responsabilità penali, quanto successo è la spia di un problema ideologico molto più esteso che ha a che fare con il mondo delle armi e quello della caccia.

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4 Gennaio 2024
14:30
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cacciatori
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Il deputato di Fratelli d'Italia Emanuele Pozzolo è indagato per lesioni colpose, accensioni ed esplosioni pericolose e omessa custodia di armi. Un atto dovuto della Procura di Biella dopo quanto accaduto durante la festa di Capodanno nei locali della Pro Loco di Rosazza, Comune di appena 97 abitanti nella provincia biellese.

Nella notte tra 31 dicembre e 1 gennaio un 31enne è stato colpito alla coscia sinistra durante i festeggiamenti. Si tratta del parente di un agente della scorta di Andrea Delmastro, altro esponente del partito di Giorgia Meloni presente quella sera.

Subito sono iniziate le indagini a carico di Pozzolo, detentore della pistola marca North American Arms calibro 22 registrata a suo nome. Un mini revolver che per le dimensioni ridotte viene considerato una "pistola da borsetta" e che quella sera è stata maneggiata con tale incuria da sparare accidentalmente. Gli inquirenti ora dovranno accertare perché il deputato originario di Vercelli aveva l'arma con sé durante il Capodanno a Rosazza e come è partito il colpo.

Nel frattempo, la direzione di Fratelli d'Italia sta cercando di circoscrivere il più possibile l'accaduto al singolo deputato, allontanando ogni riferimento a Delmastro e al partito stesso, tanto che poche ore fa Pozzolo è stato sospeso. In realtà, questo episodio è spia di un fenomeno molto più ampio che riguarda il legame esistente tra Fratelli d'Italia e la cultura delle armi, e per esteso anche il mondo venatorio.

Cacciatori e armieri: obiettivi comuni

Pozzolo aveva un regolare porto d'armi, revocato dopo l'incidente di Capodanno, ma non era un cacciatore. Armieri e cacciatori sono categorie diverse ma si sono trovati spesso a difendere gli stessi interessi e a perseguire obiettivi comuni anche in politica, e i motivi sono principalmente economici: secondo la ricerca realizzata dall’Università Carlo Bo di Urbino per Anpam (Associazione nazionale produttori di armi e munizioni), il valore del comparto armiero civile in Italia ammonta a 7,5 miliardi di euro, pari allo 0,42 per cento del Pil. Ad avere un peso specifico importante è proprio l'attività venatoria: la spesa sostenuta da cacciatori e tiratori tra il 2016 e il 2019 è aumentata del 3,1%, raggiungendo i 3 miliardi di euro.

Senza armi non esistono cacciatori, e lo stesso vale anche per chi produce fucili: più cacciatori significa ampliare il bacino di potenziali clienti degli armieri. Un'equazione che diventa evidente in occasione di fiere ed eventi di settore.

Lo abbiamo visto da vicino quando il team di Kodami è entrato alla Jagd&Hund, la più grande e importante fiera della caccia d’Europa che si tiene ogni anno a Dortmund, in Germania. Qui abbiamo raccolto le testimonianze e le confessioni dei cacciatori, per scoprire senza filtri come funziona la pratica della caccia al trofeo. Tra centinaia di espositori si possono trovare accessori per la caccia, spettacoli con animali, sfilate di moda e ovviamente armi di ogni dimensione e calibro. Il giro d’affari è enorme e infatti l’evento richiama alcuni dei brand più importanti del mondo, pronti a raggiungere la Germania per promuovere i propri prodotti.

Ma non serve andare fino in Germania per notare la convergenza degli interessi di cacciatori e armieri, basta guardare agli eventi organizzati da Federcaccia. La Federazione italiana della caccia figura tra le più importanti associazioni venatorie italiane, tanto da occupare un posto importante all'interno del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale (CTFVN), ricostituito per volontà diretta del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, in quota Fratelli d'Italia.

Su 17 membri, i rappresentanti del Comitato direttamente legati agli interessi dei cacciatori sono 4, ai quali si aggiungono i 2 rappresenti delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale. Il peso della componente scientifica al tavolo che dovrebbe fornire pareri tecnici sulla fauna selvatica e sull'attività venatoria è invece estremamente ridotto, con soli 2 membri appartenenti all'Ispra e all'Unione Zoologica Italiana.

La Federcaccia invita regolarmente ai suoi eventi rappresentanti dell'azienda Beretta, multinazionale che produce armi da fuoco e le esporta in tutto il mondo. Anche durante l'ultimo Salone Nazionale della Caccia e del Tiro a Volo erano presenti i tecnici dell'azienda che hanno parlato di “Come Beretta intende la sicurezza nel mondo della caccia rigata a palla: la BRX1 – approfondimento su un prodotto nuovo pensato da cacciatori per cacciatori”.

Nel periodo della pandemia da Covid-19 Federcaccia si è anche fatta portavoce sui propri canali della richiesta avanzata al Governo da Anpam e Assoarmieri di includere le armerie tra le attività autorizzate a riaprire dopo la fase del lockdown totale.

A loro volta, anche gli armieri sono interessati a monitorare il numero di cacciatori e la loro spesa in armi. Sempre secondo la ricerca elaborata dall'Università Carlo Bo di Urbino per Anpam, nel 2019 il numero complessivo di cacciatori è cresciuto, passando dai 681.508 del 2016 a 686.952.

Creare nuovi cacciatori significa creare nuovi clienti, e diffondere la cultura della caccia e delle armi tra i più giovani significa attingere a un nuovo ricchissimo bacino.

Armi ai minorenni: la proposta di Fratelli d'Italia

Sono due gli esponenti di Fratelli d'Italia che dopo l'ascesa al Governo hanno avanzato proposte per avvicinare le armi ai giovanissimi. Il senatore di Fratelli d’Italia, Bartolomeo Amidei, nel riformare la legge sulla caccia ha chiesto di abbassare il limite di età previsto per conseguire la licenza, portandolo dai 18 ai 16 anni con il consenso dei genitori.

La proposta è stata presentata a giugno 2023 ma è diventata di dominio pubblico solo a dicembre, quando ha suscitato grande clamore soprattutto tra le associazioni di tutela animale. «Se Fratelli d’Italia intende essere il partito dei cacciatori è bene che gli italiani lo sappiano e contrastino questa folle deriva spara-tutto a scapito di un bene comune come la biodiversità italiana», aveva denunciato il WWF Italia.

Dopo giorni di polemiche la proposta è stata ritirata su richiesta dello stesso Ministero dell'Agricoltura: «Ho chiesto al senatore Amidei di ritirare la sua proposta di legge, mai concordata con il Governo», è stata la resa di Lollobrigida dopo mesi in cui il testo di Amidei era rimasto tranquillamente sui banchi del Senato.

Ma il proposito di insegnare ai più giovani a sparare era già stato espresso a febbraio 2023 dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, al generale Franco Federici, consigliere militare della Presidente del Consiglio.

Fazzolari parlando con il generale aveva ipotizzato di voler portare gli studenti a conoscere la disciplina del tiro a segno, esattamente come si fa per sport come calcio, pallavolo e scherma. La confidenza però era stata captata e divulgata dal quotidiano "La Stampa", nonostante le smentite diffuse da Fratelli d'Italia.

Non era però la prima volta che Fazzolari esternava posizioni simili. Prima della vittoria elettorale del suo partito, durante l'edizione 2022 dell'European Show Outdoor di Verona, tra gli eventi più importanti del mondo venatorio, l'allora senatore aveva concesso un'intervista all'interno dello stand Tanfoglio, fabbrica italiana di armi da fuoco, nella quale aveva stigmatizzato i pregiudizi della società nei confronti dei cacciatori, auspicando una diversa maggioranza parlamentare per cambiare le cose.

Gli elettori hanno avverato il suo sogno nell'estate del 2022 e oggi Fazzolari è tornato nuovamente protagonista nel caso Pozzolo, questa volta nei panni di consigliere della Premier, proprio in ragione della sua carica alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Al di là delle responsabilità penali – che sono sempre di natura personale – qualsiasi tentativo di addossare la colpa a una sola persona presente alla festa di Rosazza è volto a mascherare un problema ideologico molto più esteso.

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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