Agli animalisti quella morìa di uccelli, in una centralissima zona di Roma, proprio non piace. Così, hanno chiesto al Campidoglio e ai veterinari pubblici di vederci chiaro. Di storni, ora, ne sono morti una ventina. E ancora non si capisce bene per quale ragione. Accade nel quartiere Appio, a Sud della città.

L’Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali, si è attivata dopo che un cittadino ha inviato loro una segnalazione. E gli attivisti, una volta sul posto, si sono resi conto della gravità della situazione. Così, hanno scritto all’Ufficio Benessere animali del  Dipartimento Ambiente di Roma Capitale e all’Ufficio veterinario dell’Asl Roma 3.

«Abbiamo constatato una moria di storni, testimoniata da una documentazione fotografica, lo scorso 17 gennaio in via Appia Nuova all’altezza del civico 124», spiega Rita Corboli, delegata dell’Oipa di Roma. «Una ventina di storni morti erano a terra sullo spartitraffico adibito a parcheggio, in un raggio di pochi metri, alcuni schiacciati dalle auto – prosegue la responsabile – Un analogo fenomeno lo abbiamo registrato in via Etruria lo scorso 26 dicembre. Non conosciamo il motivo di questa moria. Ora attendiamo gli approfondimenti di Comune e Asl». Strano che tutto sia avvenuto a una distanza così ravvicinata. Molte potrebbero essere le cause che solo attraverso un'analisi sulle vittime possono essere individuate.

Proprio 20 giorni fa l’anno iniziava con delle immagini raccapriccianti: quelle degli storni capitolini che, alla stazione Termini, non riuscivano a darsi pace a causa dei fuochi artificiali che venivano esplosi per “salutare” il nuovo anno. Il loro volo era agitato e non poteva assolutamente essere associato a una splendida coreografia, ma a una pratica frutto della loro ansia proprio per colpa dei forti rumori. Una terribile pratica che ogni anno si cerca di arrestare con le ordinanze del sindaco. Ma che, a quanto pare, sono proprio di difficile applicazione.