Vespa samurai, immagine concessa da Chen H, Talamas EJ, Pang H (2020).
in foto: Vespa samurai, immagine concessa da Chen H, Talamas EJ, Pang H (2020).

In Liguria il 28 e il 29 giugno saranno rilasciate nuovamente delle vespe samurai (Trissolcus japonicus) per contrastare la proliferazione della cimice asiatica (Halyomorpha halys). Il motivo del secondo rilascio sono gli ingenti danni che anche quest'anno, come lo scorso, la cimice sta causando ai coltivi liguri.

La cimice asiatica è una specie invasiva originaria di Cina, Giappone e Taiwan ed è stata inizialmente introdotta negli Stati Uniti accidentalmente: dal 2010 sta creando gravi problemi all'agricoltura.

Gli adulti sono lunghi circa 1,7 centimetri, hanno la caratteristica forma a scudo, comune anche in altre cimici, e il colore è tipicamente sulle tonalità del grigio, nero e rame. È una specie principalmente polifaga, ovvero si può nutrire di diverse specie vegetali senza particolari discriminazioni, ma a renderla così devastante è la sua capacità riproduttiva: nei paesi con un clima adeguato, infatti, invece di produrre una sola generazione all'anno, può arrivare fino a quattro, producendo centinaia di uova ogni deposizione.

In Italia la cimice asiatica è stata trovata per la prima volta nel 2012 in Emilia Romagna e da allora sta causando numerosi disagi in diverse regioni come in Alto Adige e, appunto, in Liguria.

La lotta biologica alla cimice asiatica in Liguria

Per combattere questo insetto, nel luglio del 2021, la Regione Liguria ricorse alla lotta biologica con un primo rilascio di vespe samurai. La particolarità della lotta biologica è di sfruttare i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi, come il rapporto preda-predatore, per contenere le popolazioni di quegli animali dannosi all'uomo. Questa tecnica è principalmente applicata in campo agronomico ma per estensione si può applicare in ogni contesto che richieda il controllo della dinamica di popolazione di un qualsiasi organismo.

Tra gli antagonisti naturali della cimice asiatica troviamo gli Ooparassitoidi, minuscoli insetti di lunghezza inferiore ai due millimetri innocui per l’uomo e le colture, capaci di deporre le loro uova nelle uova delle cimice uccidendone la prole.  Tra queste troviamo la vespa samurai che si è dimostrata in grado di svolgere una efficace azione di biocontrollo.

La vespa samurai distrugge dal 60 al 90% delle uova di cimice e il suo impiego venne studiato per la prima volta dall'Agricultural Research Service a Newark, negli Stati Uniti, durante gli anni Novanta, dopo i primi devastanti danni causati ai raccolti statunitensi. Interessante il fatto che, prima ancora di ottenere l'autorizzazione per iniziare la lotta biologica, vennero comunque scoperti individui di questa specie già arrivata accidentalmente sul territorio, probabilmente proprio insieme alle uova della cimice asiatica.

La vespa samurai

L'adulto della vespa samurai è di piccole dimensioni, lungo 1 o 2 millimetri, ed è di colore prevalentemente nero, con le estremità di colore giallognolo. La femmina depone le uova all'interno di quelle delle specie ospiti, un uovo di vespa per ogni uovo di cimice, marchiandole chimicamente e restando a difenderle da altri parassitoidi. La larva si sviluppa all'interno dell'uovo di cimice, consumandolo prima di emergere.

La loro efficacia nel contrastare le cimici è evidente: ogni femmina può deporre 42 uova alla volta, permettendo ad una singola vespa di parassitare un'intera massa di uova di cimice asiatica, con un numero impressionante di generazioni all'anno che può arrivare anche a 10.