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1 Luglio 2022
11:21

La Procura di Pavia riapre il caso di Polina Kochelenko, l’educatrice cinofila morta annegata

La Procura di Pavia ha riaperto le indagini su Polina Kochelenko, l’educatrice cinofila morta annegata il 18 aprile del 2021 nelle campagne di Valeggio in appena un metro e mezzo d'acqua di un canale artificiale.

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Polina Kochelenko

La Procura di Pavia ha riaperto le indagini su Polina Kochelenko, l’educatrice cinofila morta annegata il 18 aprile del 2021 nelle campagne di Valeggio, provincia di Pavia.

La richiesta di archiviazione avanzata dal pm aveva trovato la ferma opposizione dei genitori di Kochelenko, i quali grazie a un pool di investigatori e legali hanno presentato nuova documentazione.  Il gip del Tribunale di Pavia, Maria Cristina Lapi, dopo aver ritenuto ammissibile la richiesta ha definitivamente deciso di riaprire il caso per chiarire i punti ancora oscuri della vicenda.

Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti, l'educatrice cinofila si era tuffata nel torrente per salvare uno dei 6 cani con cui era uscita quel pomeriggio nei pressi del canale artificiale di Valeggio. Nel tentativo di recuperare l'animale Kochelenko sarebbe caduta a sua volta nel fosso, annegando tra le acque profonde appena un metro e mezzo. Una ricostruzione suffragata dall'autopsia, che non ha rilevato segni di violenza sul corpo, ma che non convince del tutto, soprattutto sapendo che la donna non aveva difficoltà a nuotare.

Due dei cani che erano con lei, inoltre, non sono mai stati ritrovati. Altri punti oscuri riguardano gli effetti personali di Kochelenko, trovati a circa 800 metri di distanza dal luogo della morte. Secondo la tesi della famiglia della vittima, non è da escludere a priori la presenza di un'altra persona quel giorno, che avrebbe provveduto a cancellare la geolocalizzazione dai social e anche alcune foto sui profili della 35enne.

Kochelenko, di origini russe, dopo la laurea in giurisprudenza e la partecipazione a un reality-show, aveva deciso di dedicarsi completamente agli animali, trasferendosi a Valeggio e lavorando come educatrice cinofila.

Con la riapertura del fascicolo starà agli investigatori fare nuovamente luce sui punti oscuri e sulle dinamiche che hanno condotto la donna alla morte in appena un metro e mezzo di acqua durante quella che doveva essere una normale uscita con i suoi amati cani.

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